“Un viaggio nell’universo dell’anima” Mostra di pittura e
scultura
di Sara & Giuseppe Parlongo
Bovalino, 25 luglio 2007

Con il titolo “Un viaggio nell’universo dell’anima”, fresca espressione di una profonda riconoscenza che ogni figlio deve avere nei riguardi del proprio genitore, si apre la mostra d’arte di pittura e scultura di Sara & Giuseppe Parlongo che resterà aperta fino al 26 agosto presso la «Struttura Parlongo» di via XXIV Maggio (angolo scuole elementari plesso di “Borgo”).
Sara Parlongo è nata Bovalino (RC), vive attualmente a Brescia dove insegna in una scuola superiore ed è figlia d’arte. Suo padre, Giuseppe, venuto a mancare all’affetto dei suoi cari, era un artigiano del legno, di quelli ai quali ci si rivolgeva per la creazione di un mobile particolare. Artista il padre, artista la figlia che ha avuto modo di coniugare sensazioni, emozioni e sentimenti che l’hanno portata, attraverso un viaggio grafico-pittorico, nell’universo dell’anima nonché all’elaborazione del maestoso e arcano sentimento dell’amore, che risiede nell’anima.
Ha iniziato così il viaggio che si è sviluppato in “percorsi” per raggiungere i luoghi segreti: l’anima, dove tutto si mescola e si trasforma. Sara Parlongo è instancabile ricercatrice di sé stessa; riflette, plasma, immagina, fa emergere dall’etereo immagini evanescenti ma pur sempre vive. L’artista vuole raggiungere, in questo viaggio, una stazione; un posto dove è possibile fermarsi e continuare a pensare, tracciare linee ideali per sensazioni forti della realtà.
Lì c’è la casa, lì c’è il segreto, lì c’è il fuoco che arde nelle
mani. Ritornare indietro o andare avanti. Vivere
o
morire. Navigare necesse est. Si va avanti.
Così ha deciso Sara Parlongo, si viaggia a piedi nudi senza sandali e bisacce, tele e pennelli i suoi compagni di viaggio, la dissetano quando gli opposti non trovano l’origine, e il dolore scolpisce l’anima e il maestoso silenzio parla la sua poesia e cattura in fondo al cuore l’eco che lo trasforma in forme colorate, che parlano un linguaggio nuovo organico, voluto, cercato attraverso il segno e, perché no? il disegno, hanno un ruolo dove il colore è atteso alla dogana dell’anima, e gli consegna il passaporto di equilibri tonali intensi che spaziano nelle dimensioni più profonde, dove la superficie produce l’effetto di qualcosa di arcaico, profondo, ancestrale e nello stesso tempo antico. Il ritmo della natura consegna alle anonime tele bianche riflessioni avvolgenti e colorate che prendono forma e passano da anima ad anima. Il percorso della mostra che si svilupperà in un’area genitoriale: la bottega, il giardino, le stanze, inizia con alcuni fregi, scolpiti dal maestro Giuseppe Parlongo, segue una sequenza di fotografie che sono la testimonianza di tutta la sua evoluzione artistica fino alla sua morte. Il “viaggio” grafico-pittorico continua con una breve traccia grafica di Raffaella Parlongo, con l’esposizione di alcuni dipinti, che mettono in evidenza il passaggio del testimonial fra le tre generazioni che rappresentano delle vere e proprie perle di sensibilità cromatica.
L’esposizione si conclude con le opere di Sara Parlongo frutto di una ricerca interiore che la conduce a qualcosa di inafferrabile, indefinito. Infatti le sue opere sono la luce di un’anima che si rispecchia nei suoi quadri, come il riflesso della luna che riverbera sul mare. Le sue creazioni simili alle onde del glauco mare del luogo della memoria: onde lunghe, corte, lente e veloci raccontano la sue poesia, il viaggio di un’anima travagliata alla continua ma vana ricerca di un approdo alla fine del viaggio, inteso come libertà e soluzione ai problemi della vita. La continua ricerca porta l’artista all’approdo di un linguaggio stilisticamente organico e voluto tanto da far pensare a qualcosa di profondo dove l’anima è l’assoluta protagonista.
Domenico Agostini