PRECARI SULL'ALBERO

di Francesca Pedullà

         

 

“Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie […]” : precari nel pensare, pecari nell’esprimersi, precari nell’agire. Precari Doppiamente, in uno scenario di irrisolte cause politiche e d’ Onore, e di profonde lacune strumentali.

Perché vivere in Calabria è come trovarsi su un campo di calcio, oggi: un goal e scoppia la guerriglia. Il goal è l’Idea, la Volontà, l’Azione; la guerriglia è lo “Sparo” che esercita Oppressione e Soppressione dell’idea, della volontà, dell’azione.

Precari Doppiamente: perché la nostra condizione si “realizza” – o meglio si reprime- in uno scenario su cui pesa la Mano dei Potenti e la “beffa” della Disoccupazione; il male della Disoccupazione e la “beffa” dei Potenti. L’Uno con l’ Altra Reciproci, entrambi influenti.

“Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie” recita Ungaretti nella sua poesia, esprimendo l’incertezza del futuro dell’altro giorno per i “Soldati”: certo avanzare un parallelo tra la nostra condizione e quella di chi sta in guerra, in tempi in cui c’è ancora chi muore ammazzato dalla “guerra”, è un azzardo; ma pensare a chi non c’è più per aver semplicemente ricercato “un posto al sole” all’inzio della primavera della vita mi conduce alla precarietà causata proprio dalla guerra, quindi azzardo!

Non può essere sempre Autunno, non si può sempre stare in bilico sull’Albero: in natura la primavera arriva, noi dobbiamo ricercarla!