Bruno Palamara ci regala “ Il cognome”
Bruno Chinè
In questi ultimi anni, ritenuti da alcuni di decadenza, da altri di profonde trasformazioni che preparano il futuro, stiamo assistendo, anche nella zona Jonica ad una fioritura di libri, spesso stampati in proprio dai loro autori, ma che danno un notevole contributo alla crescita culturale di chi ha il tempo e la voglia di leggerli. Questo è il caso, appunto, dell’ultima fatica di Bruno Palamara, uno studioso molto attento alla storia locale, ossia alla vita della nostra gente, senza essere tuttavia uno storico di professione. Dopo la sua pregevole monografia su Africo, una comunità relegata per secoli su una impervia montagna, poi trasferitasi in Marina in seguito ad eventi alluvionali che hanno quasi sbriciolato la montagna e distrutto i pochi beni di quella gente, arriva, fresco di stampa, “ Il cognome”. Bruno Palamara, con questo libro, richiama la nostra attenzione su un tema antico, ma di cui quasi non ci accorgiamo, come non ci accorgiamo dell’aria che respiriamo e del nostro pensiero che ci consente di vivere da uomini. Come si sa l’Esistenzialismo moderno ha posto all’attenzione dell’indagine filosofica il problema del singolo, e quello nordico, in specie Kierkegaard, ha tanto esasperato tale concetto che ha preteso che sulla sua tomba, al posto del tradizionale nome e cognome, venisse scritto: “Quel singolo”, in modo che potesse emergere meglio la sostanza della sua individualità irrepetibile. Bruno Palamara non si addentra nelle tematiche complesse della filosofia, ma segue il terreno ben solido della storia, ossia della parola. Nel corso della storia, ogni persona, infatti, è stata sempre individuata tramite il nome, che però ha avuto una sua evoluzione, assieme a tutto ciò che caratterizza la vita. Nel libro di Palamara il nome viene esaminato nei vari periodi storici, a partire dalle civiltà antiche per arrivare ai nostri giorni. Dalle comunità in cui ogni individuo veniva identificato col solo nome, si passa così all’età di Roma Repubblicana ed Imperiale in cui si usano il praenomen, il nomen ed il cognomen. Poi si esamina l’argomento nell’età cristiana, in quella delle cosiddette Invasioni dei barbari, del Concilio di Trento, della Rivoluzione francese, dell’Età napoleonica, dell’Unità d’Italia, dell’approvazione del Codice civile del 1942. Un capitolo viene dedicato poi al dibattito dei nostri tempi sugli aspetti legislativi e di costume sull’adozione del nome. Leggendo il libro non ti rendi conto se Bruno Palamara ha studiato la storia per scoprire l’evoluzione del nome, oppure è partito dai nomi per ricostruire la storia. Lorenzo Valla, per esempio, attraverso lo studio della parola, ossia servendosi della parola è arrivato alla storia ed ha scoperto il falso storico della Donazione di Costantino. Lorenzo Valla così ha fondato una nuova scienza: la filologia. Attraverso lo studio della parola, nel nostro caso del nome, si può scoprire una parte dell’affascinante avventura dell’uomo su questo pianeta. Vengono alla luce briciole di storia. ma sempre di storia si tratta, in quanto riguarda l’essere dell’uomo nella storia. Il libro di Bruno Palamara dà un contributo in questa direzione.