UNA VITTORIA SCONTATA CHE NON  PLACA LE FIBBRILLAZIONE NEL PD

di Bruno Filippone

 

Renzi, com’era facile prevedere, ha stravinto le primarie distanziando nettamente gli altri due concorrenti, nessuno dei quali, credo, pensasse veramente di conquistare la segreteria del partito.

Nell’immaginario collettivo si riteneva che la pesante sconfitta subita nel referendum costituzionale del 4 dicembre scorso, fosse già stata  assorbita ed archiviata, ma gli effetti sconvolgenti verificatisi nella circostanza, si stanno ancora facendo sentire e pare pesino anche sulle scelte future.

Infatti, l’ex Premier, varcando nuovamente la soglia del “Nazareno” ha dovuto prenderne atto che molte cose importanti sono cambiate e, quindi, bisogna ricorrere ai ripari.

Non è un mistero per nessuno che l’ex inquilino di Palazzo Chigi stia facendo di tutto per ottenere al più presto quella legittimità formale, ma molto importante, che solo gli elettori, attraverso una consultazione politica generale, possono  concedere.

Da qui la martellante richiesta di votare subito con qualsiasi legge elettorale, convinto, come pare sia, di potercela ugualmente fare.

Invece i problemi ci sono e sono tanti a cominciare dalle forze dell’opposizione, alquanto ringalluzzite dagli ultimi sondaggi, fino alle condizioni chiaramente espresse dal Capo dello Stato, Mattarella, sulla omogeneità di una legge elettorale valida per Camera e Senato per cui si dovrebbe votare alla scadenza naturale della legislatura, 2018.

Qualcuno ritiene che l’ex Presidente del Consiglio, con l’uscita dell’opposizione interna, si sarebbe avvantaggiato diventando il padrone assoluto del partito, ma la riorganizzazione degli scissionisti, capeggiati da personaggi carismatici della sinistra storica, dovrebbe indurlo a più miti consigli.

Oggi l’ex Premier può ritenersi avvantaggiato su tutti avendo piazzato i propri fedelissimi nei posti chiave del potere politico ed istituzionale, ma potrebbe non bastare perché molto spesso i motivi di sopravvivenza politica superano quelli della fedeltà e della riconoscenza.

Si pensi semplicemente ai contrasti scoppiati tra i ministri Orlando ed Alfano sul ruolo e la funzione delle “ONG” (Organizzazioni Non Governative), impegnate nel salvataggio dei migranti, oppure alle tensioni tra Politica e Magistratura  che si riflettono sulla vita delle persone comuni, come la legittima difesa che scontenta tutti sia per la tempistica che per le modalità di applicazione

Eppure il Paese continua ad essere governato grazie al sostegno determinante di due gruppuscoli di voltagabbana facenti capo ad Alfano e Verdini entrambi eletti nel partito di Berlusconi e sicuramente disponibili ad un altro cambio di casacca pur di rimanere “inchiodati” sulle loro poltrone.