ANCHE FRANCESCHINI RIPROPONE LA “BARZELLETTA” SUL PONTE DI MESSINA.

di Bruno Filippone

 

La prima idea di costruire un ponte sullo stretto di Messina risale ai tempi delle guerre puniche, ossia a 250 anni prima della nascita di Gesù Cristo e proseguì, attraverso i secoli, fino all’impero di Carlo Magno e successivamente fino ai nostri giorni.

Dopo le promesse ad uso e consumo della propaganda elettorale di Berlusconi e di Renzi, l’ultima uscita, in ordine temporale, è stata quella del Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, il quale ci ha riproposto per l’ennesima volta, la solita “minestra riscaldata” che non piace più a nessuno.

Purtroppo passano gli anni, si avvicendano le generazioni ed i governi ipotizzano opere, certamente utili, di alta ingegneria avveniristica, ma poi le risorse non si trovano e non se ne fa più nulla.

Abbiamo sempre avuto (e continuiamo ad averla), molta stima e tanto rispetto per il titolare dei Beni Culturali, (erede naturale della “Balena Bianca”) sicuramente uno dei migliori dell’attuale governo Gentiloni, ma  nell’attuale contesto socio-economico, la “barzelletta” del ponte sullo stretto poteva e doveva risparmiarcela.

Come aggravante dell’improvvida battuta si segnala la circostanza del fatto che è stata fatta nel corso della riunione dell’importante Forum di Cernobbio dove generalmente intervengono capi di Stato e di Governo, massimi rappresentanti delle Istituzioni, premi Nobel, Manager  di tutto il mondo e così via.

Va sottolineato il fatto che  il ministro, accortosi di averla “sparata grossa” ha corretto il tiro precisando che le sue proposte erano strettamente personali e non decisioni del Governo, per cui ha fatto chiaramente capire che lui propone e l’esecutivo dispone.

Sulla necessità del ponte, che certamente favorirebbe lo sviluppo del turismo.  nessuna obiezione, ma contestualmente si dovrebbero modernizzare ed adeguare i collegamenti interni della Sicilia, dal momento che i vari centri dell’isola sono collegati tra loro  con ferrovie obsolete risalenti a più di un secolo fa.

Eppoi non si può dimenticare che  poco più di 10 anni fa  (2006) fu proprio il ministro Franceschini  che nel suo ruolo di capo-gruppo del PD alla  Camera, ha chiaramente detto che l’opera non rientrava nelle priorità del governo.

Senza contare che  non si è ancora del tutto spenta l’eco degli attacchi ai governi presieduti da Berlusconi proprio sulla  realizzazione di quest’opera, ritenuta, dagli oppositori dell’epoca, eccessivamente costosa e  senza la necessaria copertura finanziaria.