Ciao Biagi!

  di Francesca Pedullà

 

“Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più. La Libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è Libertà.”

E’ con queste parole che vorrei ricordare il maestro del giornalismo democratico, l’icona del talento che si afferma coniugando passione e lavoro: Enzo Biagi.

Già su tutti i giornali e i media risuona la notizia della sua morte, le pagine si riempiono di biografia, elogi e ricordi, ma il mondo del giornalismo e della cultura si svuotano irrimediabilmente della sua espressione intellettuale che mette insieme professionalità, umanità e ironia.

Di tutto ha detto e scritto con quel fervore sentimentale che lo ha contraddistinto; ha detto di storia, di politica e antipolitica, di guerra e di democrazia,  ma anche di donne, di amore, di sogni, di ricordi e di vita, senza perdere occasione per dire del motore della vita ovvero di quei principi dei quali profetizza: “le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino”.

Ha lasciato una ricca eredità di sapere e saper fare, un insegnamento la sua testimonianza per chi si fa strada in quel mondo contorto e corrotto della pagina stampata (e non solo), e per chi già firma da anni i suoi “pezzi” senza avere ancora la giusta consapevolezza, quella che dà dignità, del suo lavoro.

Attento osservatore, arguto descrittore e comunicatore efficace, Enzo Biagi ha rappresentato una pagina imponente per dimensione temporale e autorevolezza professionale ed etica; ma quando sfogli un Libro che ha tanto da dire non trovi mai pagina uguale e quella di Biagi è veramente unica nel suo genere!

Oggi le “testate”, i “minuti televisivi” hanno il “Fatto” raccontare e che fa storia!