Parenti, amici e questuanti

Nonostante immagini sia grande, e anche fondata, la tentazione di lasciar perdere e non andare a votare, credo sia ugualmente necessario farlo. Credo sia soprattutto utile. Anche se questa caratteristica, l’utilità, è ben celata, quasi oscurata, da tanti altri aspetti negativi che convincerebbero a disertare le urne.

E’ tanta e tale la confusione che regna intorno alle liste, ai candidati, agli schieramenti, ai programmi e alle alleanze ed è sempre stata così cocente la delusione del poi, quella che di norma è seguita (salvo qualche rara eccezione) a tutte le elezioni, che si stenta a credere che il proprio voto possa cambiare qualcosa. Possa in qualche modo contribuire al tanto auspicato e strombazzato rilancio del nostro Comune, o della nostra Provincia.

Tuttavia, dicevo, è utile votare.

E perché sia veramente così, potremmo farlo questa volta, domenica e lunedì prossimi, in modo diverso che non in passato. No, tranquilli, non vi suggerirò alcuna lista o alcun candidato, non ne avete bisogno, ma mi sento di invitarvi a prestare maggiore attenzione a qualche accorgimento che potrebbero rendere soddisfacente, a voi stessi e alla comunità cui appartenete, il vostro piccolo, unico e isolato voto.

Credo che la caratteristica più appagante, la più esauriente possibile, dell’azione voto sia la libertà. Non potrebbe essere altrimenti, visto che proprio votare, in segreto, una copiativa in mano ed una scheda da crociare da qualche parte, soli con se stessi, la propria maturità, la propria intelligenza e le proprie idee, sia una delle massime espressioni di libertà.

Guai quindi a non votare in libertà. Si verrebbe a svilire e ad annullare quella che è la caratteristica principale di questa azione democratica, il voto, e si perderebbe una notevole opportunità di partecipare in prima persona, con se stessi, col proprio bagaglio politico e culturale (qualsiasi esso sia) e nessun altro, alla scelta della classe politica che dovrà amministrare in nome e per conto nostro.

E’ sicuramente ovvia questa mia riflessione e immagino siate tutti pronti, mentre leggete, a ritenerla anche, senza alcun’ombra di dubbio, inutile e superflua. Non siamo forse tutti liberi di votare per chi ci pare? Certamente sì! Quando entriamo nella cabina elettorale nessuno ci disturba. Abbiamo tutto il tempo di esprimere il nostro voto ed esercitare la nostra preziosa sovranità di cittadini. Ma, ne siamo sicuri?

Siamo certi che il candidato che abbiamo scelto, la lista, lo schieramento, siano davvero l’espressione della nostra più recondita ed intima volontà? Della nostra libertà più profonda? Dei nostri pensieri e dei nostri convincimenti? E della idea che ci siamo fatti di ciascun candidato e delle loro possibilità di riuscire a governare per il benessere della comunità?

E non invece la risultante di tutta una serie di sollecitazioni e contatti avuti nei giorni che hanno preceduto il voto? Di richieste da parte di persone stimate e per bene alle quali non si poteva dire di no? Di parenti, o amici, o vicini di casa che, poveretti, sicuramente non saranno eletti, e non hanno neanche grandi doti, ma ai quali non possiamo far fare una brutta figura?

Niente di male, naturalmente, ma si dimentica facilmente che la comunità si aspetta dal nostro voto non i nostri amici e conoscenti, e neanche i questuanti del voto, ma persone valide, in grado di elaborare e mettere in atto un programma serio e credibile.

A parte il fatto che avremmo perso ancora una volta la possibilità di esprimere la vera libertà di voto.