L’amore e
l’amarezza
di Francesca Pedullà
Amo la mia terra i suoi colori, i suoi odori, i suoi sapori. Sono figlia di
questa "Madre" così dolce, così calda... così amara!
Parlo spesso agli amici figli di un altrove non lontano per chilometri, ma distante per realtà, di ciò che eredito dalla mia patria: la solarità, la dedizione, l'amore, la tenacia, la fedeltà, la tradizione, la convivialità, il legame forte e imprescindibile a valori che non più facilmente incontri per "strada"... Amo la mia "culla" e ciò che mi ha donato fino ad ora, ma un sentimento chiaro e contrastante carpisce improvvisamente i miei sensi e li sorprende: è l'amarezza di un cuore di "figlia" che, ormai "pasciuta", necessita di nuove attenzioni,... non più coccole e carezze ma occasioni per responsabilizzarsi e realizzare uno spazio di autonomia e indipendenza dal "fardello materno"... dove sono queste possibilità? Dove questi spazi per coltivare l'autonomia? Ma oggi, in Calabria, un giovane deve crescere per metà se decide di rimanere a "casa propria" ?!
L'amore vero è quello che fa accettare anche i difetti dell'"altro" ma non i limiti, se questi sono inaccettabilmente funzionali a una regressione irreversibile!