CARTERI UN FIGLIO DI BRANCALEONE
Domenico Malara*
La vicenda esposta da Gianni Carteri
sulle pagine del vostro autorevole giornale attraverso le quali ha fatto
conoscere il suo dramma umano e personale mi inducono ad intervenire perché gli
attacchi subiti, sicuramente per offuscare la sua immagine, gridando vendetta al
cospetto di Dio.
Chi scrive è Domenico Malara, sindaco per quasi due legislature presso il Comune
di Brancaleone e per gli altri cinque come vicesindaco, amico fraterno di Gianni
Carteri col quale durante il periodo della fanciullezza ha condiviso momenti
belli e brutti. Guai a chi mi tocca Gianni perché per me (e non solo) è una
persona speciale che merita tutto il rispetto di questo mondo sia per la sua
viva intelligenza e preparazione letteraria sia per le sue alte qualità umani e
morali. Il suo impegno nel mondo della letteratura, nonostante i gravi problemi
di salute che lo hanno colpito da alcuni anni, non si è mai fermato anzi, la
malattia, lo ha incoraggiato a consegnare al popolo calabrese indimenticabili
pagine su Corrado Alvaro e Cesare Pavese. Gianni Carteri è un figlio naturale di
Brancaleone di cui la comunità jonica è fiera ed orgogliosa di annoverare tra le
sue file in quanto, anche se per motivi di lavoro è stato costretto a
trasferirsi al trove, non ha mai tagliato il cordone ombelicale con il suo paese
di origine ritornando spesso per incontrare i familiari e gli amici. Non a caso,
spesso e volentieri, sul domenicale del Quotidiano della Calabria appaiono sui
articoli dove racconta con grande amore e afflato momenti ed episodi della sua
giovinezza vissuta a Brancaleone Superiore (il rito della macellazione del
maiale, la lavorazione del pane, usi, costumi e tradizioni dell’ epoca,
eccetera).
Quindi ritengo, a mio modesto avviso, che qualunque affermazione si fa sulla sua terra di appartenenza è illegittima. Ricordo con nitidezza i giorni che abbiamo trascorso insieme a Santo Stefano Belbo, paese natale di Cesare Pavese ( confinato a Brancaleone per motivi politici dall’ agosto 1935 al marzo 1936) in occasione di un gemellaggio con i due comuni, io nella qualità di sindaco e lui quale destinatario di un premio letterario in memoria dell’ illustre scrittore. Ebbene, in quell’ occasione, Gianni è stato trattato come un principe dagli organizzatori del premio e dai cittadini di Santo Stefano Belbo che hanno speso fiumi di parole per ringraziarlo per l’ottimo lavoro fatto nei confronti del loro concittadino. Voglio aggiungere di più: Gianni Carteri è stato, insieme a me, membro del Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Cesare Pavese ed in quell’ occasione si è attivato moltissimo affinché il Comune di Brancaleone potesse avere un contributo finanziario per la nascente Biblioteca comunale da intestare allo scrittore. Ci siamo riusciti nell’ impresa ottenendo il parere favorevole da parte degli altri membri del Comitato. Bene hanno fatto Vito Teti, Annarosa Macrì, Florindo Rubettino, Enzo Stranieri e Franco Crinò nell’ analizzare la vicenda di Gianni Carteri i quali, attraverso i pregevoli interventi, hanno rotto il muro di silenzio che regna in alcun ambiente calabresi nella speranza che le vicissitudini di Gianni possono servire a creare un solco in questa direzione per migliorare la qualità di vita di un popolo afflitto da mille problemi e tante contraddizioni. Infine, desidero sottolineare che le esternazioni fatte dal professor Annibale Foresta non meritano di essere commentate.
*Ex sindaco Comune di Brancaleone