L’ ORDINARIA FOLLIA SANITARIA LOCRIDEALE
Enzo Stranieri
La vicenda di Gianni Carteri, ripresa su questo giornale da Vito Teti, Franco Crinò e Anna Rosa Macrì, è una delle tante storie d’ ordinaria follia sanitaria locridea. E di certo non l’ ultima. Sono amico di tutti gli attori di questa incredibile vicenda, calabresi rimasti volutamente nella nostra terra. Ognuno di loro ha cercato e cerca di migliorarla, ma solo frustrazioni e impotenza hanno finora incontrato.
Eppure non demordono, e dalle loro postazioni insistono la nostra terra si ribelli al malaffare, alla politica dei corrotti, a tutto quanto impedisce un salto di qualità, uno scatto d’ orgoglio di ribaltare l’ inedia che avvolge la nostra regione.
E’ bella la Calabria. E’ bella la Locride, c’è una bella gioventù con tanta voglia di restare, ma il tempo stringe, in Italia stiamo vivendo un ventennio politico “ abbronzato”, vi è quasi un disarmo generale, una lotta tra poteri forti che stritola l’ economia e umilia le migliori coscienze del paese.
Valorosi giovani intellettuali calabresi fuggono, scappano da una realtà che non rispetta i loro standard culturali e scientifici, che li vorrebbe al servizio di una politica leccapiedi.
Leonardo Sciascia è morto con l’ amara consapevolezza che la sua sete di giustizia non aveva trovato alcun riscontro reale, che i professionisti dell’ Antimafia s’ erano alleati con quanti avrebbero, dopo la sua morte, ucciso i veri professionisti della giustizia e della politica.
Io, nonostante tutto, non sono pessimista. Sono rimasto nella mia terra perché la amo, e sono convinto che qualcosa in meglio dovrà pur cambiare.