20 agosto
2010
Articolo Gianni Carteri

21 agosto
2010
Articolo Vito Teti


22 agosto 2010
Articolo Franco Crinò

25 agosto 2010
Articolo Florindo Rubbetino

26 agosto
2010

Domenico Agostini

1 settembre 2010
Articolo Domenico Talia

1 settembre 2010
Articolo Annibale Foresta

1 settembre
2010 Articolo Domenico Malara
2 settembre 2010
Articolo di Gianni Carteri in risposta ad Annibale Foresta
4 settembre 2010
articolo
Enzo Stranieri

6 settembre
2010
La storia vissuta da Nicola La Barbera

UN CASO SIMILE A QUELLO DENUNCIATO DA GIANNI CARTERI. IL RACCONTO DI NICOLA LA BARBERA

Bovalino, 6 settembre 2010
Ho seguito sui giornali, in questi giorni, la disavventura del nostro concittadino Gianni Carteri e ritengo sia mio dovere esprimere il disappunto e i sensi della mia solidarietà.
Quanto a lui accaduto mi ha molto addolorato, riportandomi alla memoria una simile disavventura e per questo mi fa sentire a lui vicino con tutto il mio spirito.
Nel 2001 mi sono ammalato di Leucemia Miloide Acuta, malattia non curabile se non con il trapianto del midollo osseo, pratica a cui sono stato successivamente sottoposto nell'eccellente Centro trapianti degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria.
Mentre ero in terapia chemioterapica, ho presentato domanda di invalidità all'INPS.  Sono stato un giorno convocato a visita presso la sede INPS di Locri e mi sono presentato armato di cartelle cliniche e della relazione medica dell'ottima dott.ssa Ronco. 
Il "medichicchio" che mi ha visitato, simile ad un personaggio di uno dei miei libri il quale  aveva conseguito la laura a forza di capretti, olio e formaggi, dopo avere guardato le mie cartelle e la relazione medica, invece di chiedermi notizie sulla mia salute, mi ha guardato in viso e accortosi che ero senza capelli - li avevo persi a causa della chemio -  mi ha chiesto, umiliandomi e offendendomi, come mai avessi tagliato i capelli a zero.
- Perchè vanno di moda - ho risposto
- e adesso che volete? - mi ha chiesto ancora.
- Niente - ho risposto.
Mi sono alzato, ho raccolto le mie carte e, senza nemmeno degnarlo di un saluto, sono uscito e sono andato a piangere nella stanza di un mio carissimo amico che lavora all'INPS e che non voleva credere a quanto mi era successo.
E' inutile dire che quel "medichicchhio" ha rigettato la mia domanda.
Forse se mi fossi presentato accompagnato da qualche "potente amico", che per mia fortuna non ho e non ho mai cercato, si sarebbe comportato in maniera ben diversa.
Voglio, comunque, dire che la Commissione Provinciale, a cui ho fatto ricorso, non mi ha nemmeno convocato e basandosi sulla documentazione presentata, mi ha riconosciuto l'invalidità e concesso la pensione.
Come vede, caro Gianni, e mi scusi se la chiamo per nome, ma la sento come un fratello, la nostra terra è, purtroppo, abitata anche da gentaglia come questa.
Per questo la invito ad andare avanti nella sua battaglia con la certezza che la gente onesta, la gente perbene è al suo fianco.