L’armata silenziosa
di Tommaso Cavallo
Giù le mani dagli angeli!
E’ numerosa, silenziosa e avanza spesso nell’ombra. A volte invisibile agli occhi del mondo, che troppo spesso è impotente davanti a essa.
E’ un’imponente armata di… bambini!
Abbandonati, orfani o nati in famiglie disagiate e con i più disparati problemi, costretti a vivere di espedienti ed elemosina, ai margini di una società che si reputa sempre più evoluta e al passo con i tempi.
Uno dei casi più famosi di bimbi abbandonati è quello dei “meninos de rua” che sopravvivono nelle favelas delle megalopoli brasiliane, come San Paolo o Rio de Janeiro. Esistono anche nelle grandi città della Russia, dell’Africa, dell’Est europeo… ma il fenomeno è dilagante in tutte le nazioni, industrializzate o no.
I loro “generali” sono gente senza scrupoli che, organizzandoli talvolta in squadre, li sfruttano per l’accattonaggio e la microcriminalità, obbligandoli a scippi e rapine, pena punizioni corporali che spesso portano alla morte del bambino.
I motivi degli abbandoni sono i più disparati, ad esempio: i problemi economici e l’impossibilità alla sussistenza che costringono molte coppie all’abbandono dei figli nell’America Latina; in Africa è spesso l’alto tasso di mortalità dovuto ai contagi di Aids; in Europa si assiste alla discriminazione dei bambini appartenenti a etnia Rom. Questi ultimi provenienti perlopiù dalla Romania, dove l’utopia di un dittatore del passato era quella che per comandare una nazione popolosa aveva perfino proibito ogni forma di contraccezione, provocando così centinaia di nascite indesiderate e di conseguenza centinaia di abbandoni.
Sono tanti i fattori per cui i bambini scelgono la strada come habitat: i soprusi e negligenze in ambito familiare, l’alcol, la droga, i miraggi di una falsa libertà, il non sentirsi amati e coccolati, il non avere nemmeno una carezza, fanno si che il bambino “cerca” la sua dimensione per strada e non nella famiglia d’origine.
Ogni giorno avvengono efferati atti di violenza che portano alla disgregazione di molte famiglie, ciò genera miseria interiore; tutto ciò porta all’impoverimento dei valori da trasmettere, che spesso culminano con la fuga dall’inferno domestico da parte del minore.
E’ squallido leggere sui giornali di “viaggi di piacere” per lussuriosi orchi in cerca di soddisfazioni sessuali con minori, e tutto questo accade sempre più spesso in ogni parte del mondo. Il peggio però è rappresentato dalla tratta degli organi, niente e nessuno hanno numeri certi di quanti bambini scompaiono ogni anno per il mercato clandestino degli organi necessari ai trapianti.
Stando alle statistiche, nel nostro Paese, la situazione non appare per niente rosea, abbiamo anche noi statistiche con numeri molto alti. Lo sfruttamento di minori abbandonati vede in testa la Lombardia, seguita da Lazio, Toscana, Piemonte e Friuli Venezia Giulia, e stando sempre ai numeri, sembra che si aggiri intorno agli ottomila bambini che ogni anno entrano in Italia senza alcun accompagnatore.
Questo
vuol dire che in assenza di parenti prossimi, i bimbi, sono al giogo della
criminalità organizzata, che trae i suoi loschi profitti sfruttando i minori con
l’accattonaggio (considerando che in un giorno un solo bambino può guadagnare
oltre i cento euro), con lo spaccio di sostanze stupefacenti o con i furti negli
appartamenti.
In apertura della mia considerazione parlavo dell’impotenza, del mondo, ad aiutare questi bambini, mi riferivo, infatti, agli educatori e alle difficoltà che incontrano, visto il grado di cultura e l’essere abituati alla sopravvivenza. All’essere cresciuti in fretta e senza affetto alcuno, nati da un ventre e catapultati in un altro simile a un girone infernale, senza identità e con la grande facilità di sparire senza lasciare traccia alcuna, come se non fossero mai venuti al mondo.
Altro grave problema è il diffondersi dell’alcolismo tra i minori. Una nuova piaga che affligge il mondo giovanile, già alle prese con nuovi problemi sempre di più difficile soluzione. Pensiamoci bene. Pensiamo che mondo lasceremo un giorno ai nostri figli.
Agli occhi di chi legge, potrebbe sembrare goliardico aver aggiunto una foto con Charlie Chaplin. Pensateci un attimo… l’avrete senza dubbio riconosciuta: è tratta dal film “Il monello”, senz’altro il più grande capolavoro di Chaplin, in fondo la trama ci parla di un abbandono (l’unica cosa che consola è il lieto fine…) e la speranza che, come nella foto, sia sempre dalla parte dei piccoli l’occhio lungo della legge!