Luna, 40 anni dopo…
Dopo quel piccolo passo nulla fu come prima.

Tommaso Cavallo

 

 

 

 

Era il 16 luglio 1969 e presso la base spaziale americana di Cape Canaveral, in Florida, svettava su una delle rampe di lancio il potente e maestoso razzo vettore Saturno V, progettato da Vernher von Braun, pronto a partire verso una delle più grandi conquiste fatte dall’uomo.

Il Saturno V resta il più famoso razzo, di questa “famiglia”, poiché i suoi “passeggeri” furono il primo equipaggio umano che avrebbe raggiunto e messo piede sulla Luna. 

Dopo le varie procedure, ogni genere di controllo, ogni minimo dettaglio, ogni scongiuro e tante preghiere, tre uomini presero posto nel modulo di comando, erano: Neil Alden Armstrong, Michael Collins (curiosità: nato a Roma) e Edwin Eugene "Buzz" Aldrin Jr.

Mai come quel giorno l’umanità fu col naso all’insù e col fiato sospeso per seguire quello storico evento; i giornali e le radio davano continue notizie, ma fu la televisione a compiere un grande balzo in avanti trasmettendo le immagini, allora in bianco e nero, delle fasi della missione.

Dopo 4 giorni di viaggio e circa quattrocentomila chilometri percorsi l’equipaggio giunse in orbita lunare e uno di loro, Collins, restò ad orbitare intorno al satellite naturale della terra, mentre Armstrong e Aldrin spostatisi a bordo di un “grosso ragno”, il LEM, si staccarono dal modulo e iniziarono la discesa sulla Luna.

Ero un bambino, ma ricordo tutto di quella notte memorabile, eravamo in casa a seguire l’evento alla tv, le notizie arrivavano grazie al collegamento dagli studi RAI di Roma, e grazie anche alla bravura e al grande mestiere di un giornalista divenuto ancora più famoso grazie a quell’evento, Tito Stagno, che in collegamento con un altro “guru” del giornalismo italiano, Ruggero Orlando, commentavano, spiegavano e alla fine hanno pure battibeccato sul momento del reale allunaggio.

Il luogo scelto dagli scienziati per l’allunaggio era detto Mare della Tranquillità, un nome che faceva sperare e che forse serviva a esorcizzare la paura per le sorti dell’evento. Era il 20 luglio, in Italia la notte era calda e il cielo stellato, ricordo le canzoni suonate ai dancing dei due lidi a Bovalino… le porte e le finestre di casa aperte, le voci della tv, i commenti e le mie domande di bambino... i sogni e le fantasie… il continuo guardare la Luna come a voler scorgere quella fantastica macchina che le girava intorno e l’altro pezzo che le stava per posarsi sul suo soffice suolo.

All’improvviso silenzio, sguardi fissi e la voce di Tito Stagno:“Ha toccato!”.

Il grosso “ragno”, Eagle, si era davvero posato sulla luna e dentro c’erano due uomini, i primi uomini, quelli che si sono spinti così lontano!

Dopo alcune ore, tra controlli e riposo, dalla scaletta del LEM, scende Neil Armstrong, pronunciando le parole che restarono scolpite nella storia: “Un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l’umanità”.

Dopo studi e ricerche, calcoli e missioni di avvicinamento, vittime (perché ogni grande opera paga il suo tributo in vite umane), un uomo posa il suo piede sulla Luna; il sogno e la promessa del compianto presidente J. F. Kennedy, lo sforzo di centinaia di scienziati e il coraggio di tre uomini, quello che fino a quel momento era considerata fantascienza era finalmente divenuto realtà!

La Luna era stata conquistata! Dopo meno di un’ora anche Aldrin scese dal LEM e raggiunse il suo comandante per la passeggiata sul nostro satellite naturale. I due astronauti raccolsero polvere e campioni di roccia lunare, scattarono foto e fecero un esperimento molto semplice che confermò le tesi dello scienziato italiano Galileo Galilei e cioè che in assenza di gravità come sulla Luna due corpi di diverso peso sarebbero caduti alla stessa velocità, infatti, l’equipaggio portò con se nella missione un martello e una piuma d’aquila e la scienza riabilitò finalmente Galileo, che per le sue teorie ritenute eresia ai suoi tempi, fu persino incarcerato dall’inquisizione.

Era strano vederli saltellare sul suolo lunare… i loro movimenti impacciati dalle tute spaziali… i balzi in assenza di gravità… tutto questo faceva pensare e immaginare noi bambini (di allora!)… infatti, ritornati a scuola in ottobre non si parlava d’altro che della Luna e di quello che sarebbe stato il futuro, a quanto facile sarebbe stato andarci ancora e… se ci è andato Armstrong potevamo andarci tutti…! (a parole!). Anche i giocattoli a quei tempi (per chi li possedeva!) riproducevano il razzo o il LEM o gli astronauti…

Dopo le attività sul suolo lunare l’equipaggio si ricompose in formazione con Collins che era rimasto ad orbitare intorno alla Luna e insieme, dopo il viaggio di ritorno verso la Terra, ammararono nell’oceano Pacifico, accolti da una nave militare di recupero che li attendeva. Esausti vennero portati in trionfo per quella che fu la missione che cambiò la storia e che da allora venne ricordata come la missione che conquistò la Luna.

Dopo quella missione anche loro tre non furono più gli stessi: Armstrong ne uscì forse vittorioso più degli altri essendo stato il primo a mettere piede sulla luna; Aldrin ebbe un contraccolpo psicologico essendo stato il secondo (forse avrebbe voluto essere lui il primo…) e Collins accusò un senso di solitudine per essere stato ad orbitare senza allunare e per essere stato l’uomo più “in solitudine dell’universo” lontano dalla terra, mentre due erano sulla luna… ma dopo 40 anni ci si dimenticano certe amarezze e si festeggia insieme lo stesso, quello che fu la più grande e entusiasmante missione nello spazio di ogni tempo.

Seguirono altre missioni dopo di quella memorabile del ’69, in tutto sei fino al 1972, poi si concluse il programma Apollo e un giorno, forse, ma tutto questo è ancora in fase di studio, si ritornerà sulla Luna, per costruire una base da cui partire per l’esplorazione di altri pianeti del sistema solare e per altre conquiste umane.

Dopo anni di studi è stato perfezionato lo Space Shuttle, un concentrato di tecnologia, che può decollare, raggiungere il cosmo e rientrare sulla Terra per poi essere riutilizzato per nuove missioni, esperimenti e messa in orbita di piccoli satelliti; intorno alla Terra orbita la Stazione Spaziale Internazionale, meta di astronauti per innumerevoli studi e esperimenti.

 

Il satellite naturale della Terra, che dalla notte dei tempi fece sognare, innamorare, incantare o riflettere venne… calpestato, in nome della scienza, dagli uomini e sul suo suolo tra vari oggetti e costose apparecchiature è rimasta, a ricordo, una placca metallica con questa iscrizione:

«Qui uomini dal pianeta Terra fecero il primo passo sulla Luna. Luglio, 1969 d.C. Siamo venuti in pace per tutta l'umanità.» 

…e nulla fu come prima!