Michael
Breve storia di un bambino prodigio che seppe cambiare la musica
di Tommaso Cavallo
A soli 5 anni fece la sua prima esperienza di musicista, a 7 entra a far parte del gruppo musicale di famiglia già abbastanza noto, musicista, ballerino, cantante, coreografo, cantautore… un artista completo, vi parlerò di Michael Joseph Jackson.
Icona
incontrastata della musica… valanghe di premi, milioni di copie di dischi
venduti dei suoi successi più importanti, riconoscimenti, gloria… credo che i fan’s possano essere contati a centinaia di migliaia, concerti in ogni parte del
mondo.
Chi nella vita ha avuto la possibilità (ed io tra questi) di fare radio, ha potuto irradiare i suoi successi canori, era il 1979 quando pubblicò “Off the wall” che conteneva successi come “Don't stop 'til you get enough” e “Rock with you” che migliaia di uomini e donne fecero ballare.
Ma il successo in assoluto arrivò l’anno successivo, infatti con l’inizio dei fantastici anni ’80 pubblicò “Thriller” che oltre al brano omonimo conteneva “The girl is mine” in duetto con Paul McCartney e “Billie Jean”, successi di caratura mondiale che gli valsero il primato di vendite assoluto, oltre 109 milioni di copie e svariati dischi di platino, consacrando e affermando l’artista in tutto il globo!
Dicevo in apertura che l’inizio della carriera fu in compagnia del gruppo di famiglia, infatti Michael era il percussionista dei ”Jackson brothers” che poi divennero i “Jackson five” e lui divenne voce solista.
Nei suoi 50 anni di vita anche il cambio del colore della pelle, per una rara e misteriosa malattia, la vitiligine, che in pratica lo fece diventare da nero a bianco. Ma è sempre stato attaccato per aver fatto ricorso a potenti farmaci a solo uso estetico.

Bistrattato e deriso, abbandonato da alcuni colleghi e alle prese con dissidi familiari, Michael ha condotto una vita tutta sua… costruendo quello che sarebbe divenuto il centro del suo mondo: Neverland, l’isola che non c’è, un luogo dove ritirarsi e ritrovarsi, dedicando l’annesso parco divertimenti ai bambini malati e bisognosi, bisognosi di cure e di affetto… lui che era stato privato nell’infanzia di tutto questo.
L’amicizia, il tempo trascorso in compagnia di minori e varie altre calunnie (proveniente anche dal suo nucleo famigliare) gli procurarono continui guai con la legge a causa di gravi accuse di pedofilia, sempre smentite, fu processato e dichiarato innocente, ma sempre sotto accusa e sotto attacco per una strana voglia di distruggerlo come uomo e ancor di più come artista.
Amo ricordarlo nell’indimenticabile concerto di Berlino qualche anno fa, evento in cui riuscì a trasmettere una carica emotiva molto forte, con i passi di danza inventati proprio da lui...come il famoso “moonwalk” o il passo del robot. Personaggio carismatico, comunicatore, coinvolgente, molleggiatissimo, curava sempre ogni particolare delle sue performance, anche pochi giorni fa, alla metà di giugno era impegnato a provare, su un palco di Los Angeles, le performance del concerto di Londra… nessuno avrebbe mai pensato che nel giro di una settimana non ci sarebbe più stato.

La morte lo ha portato via il 25 giugno. All’improvviso. E’ morto il re del pop.
Si disse per un attacco di cuore, ma ancora le vere cause del decesso non si conoscono.
Di certo posso dire che è come se si fosse spenta la musica, come se all’improvviso qualcuno ha mosso il braccio del vecchio giradischi facendo saltare la puntina, lasciandoci tutti senza la sua voce, senza la sua musica e il suo ritmo, senza i suoi urli e le sue mosse… senza coro… senza storia… quella storia che seppur breve fu la storia di un bambino prodigio, iniziata in una cittadina dello stato americano dell’Indiana e finita a Los Angeles.
Spero solo che nella sua bontà d’animo possa e sappia perdonare quanti cercarono di ferirlo, che possa perdonare quanti gli hanno girato le spalle, quanti ciechi d’invidia non gli hanno riconosciuto l’opera di unione tra razze che ha saputo fare con il solo ausilio della sua musica. Michael e’ riuscito ad unire razze ispaniche, bianche e di colore in un’America che si dice sempre pronta al dialogo e alla fratellanza.
Spero che, danzando su qualche nuvola, possa trovare finalmente la pace a tanti triboli che la vita gli ha riservato.
King of the pop il mito continua… Grazie Michael.