Storia e… musica!

di Tommaso Cavallo

 

Tra avvenimenti, storia e musica viviamo la nostra vita e conserviamo i nostri ricordi.

Quando siamo a metà di un viaggio, ci chiediamo spesso come sarà la seconda parte. E’ negli istanti che ci voltiamo a guardare la prima parte della nostra vita ci accorgiamo che i contenitori della nostra memoria, oserei dire i nostri hard disk biologici, sono pieni d’informazioni, ricordi d’infanzia, fatti accaduti, studi e ricerche, visi e carezze, giorni trascorsi nella felicità e, a volte, in dispiaceri.

Tra le cose che trovano posto nella nostra memoria, in mezzo a tanta storia, troviamo anche tanta musica che, un po’ perché ci piace o perché ci ruota intorno, fa parte della colonna sonora della nostra vita.

Sono nato nel 1962 (l’inizio del mio “viaggio” e fino a lì che “ mi girerò a guardare”) erano gli anni di Giovanni XXIII, il papa buono, e una nuova musica impazzava in America grazie ad un giovane del South Carolina, Chubby Checker, era il twist, (in Italia il precursore di questo genere musicale fu Peppino di Capri!), Elvis era già il re del rock’n’roll e Tony Renis si chiedeva “Quando, Quando, Quando”.

Erano gli anni del boom economico e del miracolo italiano, erano anche anni di migrazione, per il Nord dell’Italia o per i continenti oltre oceano, e gli anni in cui molti paesi satellite delle grandi città ebbero espansione demografica a dismisura per il grande afflusso di migranti e per colpa di Pat Boone, un topo correva veloce per le strade, il suo nome era “Speedy Gonzales”.

Una tragedia d’immani proporzioni si abbatté sul paese di Longarone, in provincia di Belluno. Accadde di notte, per colpa di una frana staccatasi dal monte vicino, una valanga d’acqua tracimata dalla diga del Vajont costruita sopra il paese, spazzò via tutto portando con sé le case e la vita di circa duemila persone. Lo stesso anno fu assassinato a Dallas il presidente americano John F. Kennedy, era famosa in quegli anni la tromba d’oro di Ninì Rosso che intonava le note del “Silenzio”.

Gli anni ’60 furono anche quelli della guerra in Vietnam, delle contestazioni giovanili e della “primavera di Praga”, il cui simbolo fu un giovane studente di filosofia, Jan Palach, che per protesta, contro l’invasione sovietica del suo paese, l’allora Cecoslovacchia, si diede fuoco. I Giganti cantavano “Proposta”, ma il titolo non rende come il suo ritornello: “Mettete dei fiori nei vostri cannoni…”, (divenuto il simbolo dei pacifisti nel mondo); Bobby Solo aveva “Una lacrima sul viso” e Gigliola Cinquetti non aveva l’età!

L’uomo camminò per la prima volta sulla luna dopo aver compiuto alcune orbite intorno ad essa e in Italia, il cielo era “Azzurro”, Patty Pravo era “La bambola”, Nada sentiva freddo e apparve all’orizzonte “Lo straniero”, era George Moustaki. Woodstock è ancora nella memoria di quelli che allora volevano cambiare il mondo e… Lisa aveva gli occhi blu!

Anni ’70… Allo stadio “Azteca” di Città del Messico fu giocata la partita del secolo: la semifinale di coppa del mondo Italia – Germania, terminò 4 a 3 per gli azzurri, ma fu il Brasile a sollevare la coppa Rimet; inizia a volare il Boeing 747, tuttora uno degli aerei di linea più grandi al mondo, conosciuto come Jumbo Jet; i Beatles cantavano “Let it be”, una delle più belle canzoni mai scritte.

Nel 1971 ha inizio la carriera di Pietro Mennea da Barletta, circa vent’anni tutti fatti di corsa e medaglie d'oro, inframmezzata da un record del mondo (Città del Messico 1979) rimasto imbattuto per diciassette anni.

Sono anche gli anni dell’austerity, delle domeniche a piedi, per via del caro petrolio; nascono intanto le prime radio libere ed esce l’album più famoso dei Pink Floyd “Dark side of the moon” che restò in classifica per ben quattordici anni!

Nel mondo, tra scandali, colpi di stato, dittature e deposizioni, iniziano i voli del primo aereo civile supersonico: il Concorde. Volava a velocità Mach 2, cioè doppia a quella del suono, ma sulla terra era molto più veloce un cavallo nero: Mal, infatti, cantava le gesta di “Furia”.

Al grido di “Boia chi molla” scoppiarono i moti di Reggio Calabria in seguito alla decisione di collocare il capoluogo della regione Calabria a Catanzaro, Lucio Battisti cantava “Il mio canto libero” e Claudio Baglioni “Questo piccolo grande amore”; la televisione diventa finalmente a colori e la terra trema fortemente in Friuli, provocando danni ingenti e vittime.

Un nuovo fenomeno televisivo è rappresentato dall’arrivo sugli schermi di Goldrake (il primo cartone animato giapponese giunto in Italia), un robot avanzatissimo che proteggeva la terra da ogni invasione e ogni nemico, il gruppo franco-americano Santa Esmeralda, capeggiato da Leroy Gomez, cantava “Don’t let me be misunderstood” ed era in voga un famoso gioco da tavolo: il Subbuteo, che riproduceva in miniatura il gioco del calcio e… mentre i ragazzi giocavano, canticchiavano “Figli delle stelle”…

La legge 180 abolisce i manicomi in Italia e dopo venti anni non andò più in onda il “Carosello” che mandava a letto i bambini e, un emergente cantautore calabrese, Rino Gaetano, cantava la sua “Gianna” e il nascente il “Walkman” ci permetteva di portarci in giro la musica da ascoltare sulle mitiche “musicassette”!

Siamo negli anni ’80 ed era nata la disco music, in America Ronald Reagan era eletto presidente e nei cantieri di Danzica, in Polonia, nasceva “Solidarnosc”, il sindacato guidato da Lech Walesa che diede un forte stimolo alla democrazia nei paesi dell’Est; Renato Zero cantava “Amico” e nei cieli della musica sfrecciava “Enola Gay”, stavolta pacificamente e non come il volo su Hiroshima…

L’Italia del pallone diventa per la terza volta campione del mondo in Spagna, battendo la Germania per 3 a 1, e Michael Jackson pubblicava “Thriller”, l’album più venduto di tutti i tempi, Claudio Baglioni cantava “Avrai” e in estate tutti al mare: “Vamos a la playa”.

In contemporanea negli stadi di Philadelphia e di Londra si svolgeva il Live Aid, due mega concerti per sensibilizzare il mondo contro la fame in Africa e Madonna cantava “Into the groove”, Michail Gorbaciov diventava presidente dell’Unione Sovietica e il nuovo corso della politica italiana era guidato da Bettino Craxi e sul finire degli anni ’80 crollò (finalmente!) il muro di Berlino e una pantera, costituita da migliaia di studenti, si aggirava negli atenei e nelle scuole italiane!

Negli anni ’90 in pochi potevano permettersi di avere il telefono “in tasca” (nasceva, infatti, quello che oggi, affettuosamente, chiamiamo “il telefonino” e pare che nel mondo ci siano quattro miliardi!) e l’Europa sentì nuovamente tuonare i cannoni per lo scoppio della guerra che portò alla dissoluzione della Jugoslavia, cinque interminabili anni di guerra civile. Sul mondo “calava la rete”, nasceva la World Wide Web, comunemente detta Internet e i personal computer facevano la loro comparsa in molte case italiane, mentre Withney Houston e Mariah Carey iniziano la loro carriera musicale. Iniziammo così a “navigare” e a “cliccare”, sempre pronti e sempre “on-line”, si disse che avremmo risparmiato carta e di conseguenza avremmo abbattuto meno alberi: nulla di tutto ciò! A oggi inviamo e riceviamo e-mail che puntualmente archiviamo su hard disk, stampiamo su carta e archiviamo in fascicoli… non abbiamo risparmiato alcuno spazio!

Desta commozione, in tutto il mondo, la tragica scomparsa di Ayrton Senna, forse uno dei più amati piloti di Formula Uno: Ayrton muore dopo un terribile incidente durante il Gran Premio di San Marino, era il 1° maggio 1994.

Il tempo passa, a volte velocemente, e siamo ormai oltre il decimo degli anni 2000 ed è come se la storia si ripete: stiamo meditando di tornare sulla luna e da lì partire per l’esplorazione di nuovi mondi, gli studenti scioperano contro la riforma della scuola, viviamo sempre di calcio e ascoltiamo sempre la musica. Nelle nostre tasche ci sono gioielli tecnologicamente avanzati per contenere ore ininterrotte di musica, tutto in uno e senza musicassette o compact-disc. Non abbiamo più gettoni o schede telefoniche ma apparecchi che… “ci permettono anche di telefonare”, non viaggiamo più in ciclomotore ma in scooter e le nostre utilitarie sono diventate moderni e potenti SUV.

Socializziamo molto più degli anni scorsi grazie ai moderni social network, inviamo messaggi ed e-mail anche al nostro dirimpettaio, siamo sempre di corsa, anche per raggiungere il bar per un caffè e siamo sempre alla ricerca della perfezione e di tutto ciò che possa semplificarci la vita… magari mentre ascoltiamo le canzoni di Leona Lewis, Shakira o Lady GaGa.

In mezzo a tutto ciò viviamo sempre e comunque di ricordi, perché essendo umani, ci basta poco, forse una canzone, per girarci e ripensare agli anni trascorsi, perché dentro di noi… Lisa, è sempre, dagli occhi blu!