Natale…

Riflessioni in un giorno di festa

Tommaso Cavallo

 

 Un anno fa scrissi un articolo che parlava di ricordi, di sapori, di profumi. Qualcosa che riguardava un po’ la mia giovinezza e il mio modo di vivere il giorno di festa.
E’ trascorso un anno tra vicissitudini ed eventi, ho scritto ancora, ho ricevuto apprezzamenti da amici e lettori e sono felice e orgoglioso di essere stato accanto a tanti.

Da più di un mese è iniziato il tambureggiare pubblicitario delle grandi aziende dolciarie che ci propongono i loro prodotti da forno e ci ricordano l’avvicinarsi del Natale.
Siamo presi da frenesie, stress, problemi di ogni genere e quasi abbiamo bisogno dei loro flash-back per accorgerci dell’avvicinarsi all’Avvento. Quest’anno la festa è in tono minore per colpa della crisi economica che attanaglia il mondo, ma nonostante tutto fervono i preparativi e le corse ai regali.
I giorni che stiamo vivendo sono difficili e i rapporti tra persone sono abbastanza tesi. I toni alti. Ci prendiamo a volte troppo sul serio.
Come se non bastasse tutto questo, si è messa anche l’influenza AH1N1 a turbare la serenità collettiva, ma per fortuna si è rivelata meno aggressiva della comune influenza stagionale.
Ultimamente gli eventi ci hanno stravolto, è come se avessero reso molta gente aggressiva e intollerante, dimentichiamo cose ben più importanti come la sanità, il clima, i problemi delle donne e degli anziani, i bambini.
Non ho scelto foto particolari da inserire in quest’articolo, se non questo disegno realizzato da una bambina… l’ho scelto per la sua semplicità e mi ha colpito poiché ai piedi dell’albero non ci sono doni.
Vorrei che i doni fossero di tolleranza, di amicizia, di benevolenza per tutti. 
Vorrei che non ci fossero bambini che soffrono la fame, la sete, le carestie.
Vorrei che non avessero paura della guerra e di nessun male.
Vorrei che non fossero vittime di soprusi, che abbiano attorno solo persone che possano dare loro, affetto e non orchi travestite da maestre.
Un proverbio del glorioso popolo Sioux recita così: “La sola cosa necessaria per la tranquillità del mondo è che ogni bambino possa crescere felice”.
Ecco i doni che vorrei ci fossero ai piedi di quell’albero, che siano di attenzione ai problemi della famiglia e degli anziani, di chi è senza casa e di chi soffre, chi è solo o di chi è lontano dagli affetti; quegli affetti che troviamo ogni sera al nostro rientro a casa, dopo un giorno di lavoro. Non importa se scendiamo dall’auto, dal tram da un aereo… sappiamo che al nostro rientro troveremo il sorriso di un bambino, cui dobbiamo garantirgli un futuro sereno in un mondo migliore.
Vorrei si fosse tutti più sereni e che ci ricordassimo che nell’universo non esiste posto più affascinante della nostra casa, dove in compagnia di parenti o di amici, possiamo trascorrere delle feste serene. Buon Natale!