La radio
Breve storia di un evento che cambiò la nostra vita…
Tommaso Cavallo
7 maggio 2009
Quale fu la prima radio privata, in Italia, non è facile stabilirlo. Nel 1946 a Ferrara fu attivata una radio, che servì a trasmettere, in Onde Medie un processo ad un gerarca del passato regime. Nel 1970 nacque Radio Partinico ma fu una breve meteora. Giungiamo così alla radio che riuscì a sfondare, in parte, il muro d’etere esclusivo monopolio della RAI: Radio Bologna. Iniziò le sue trasmissioni alle 11:00, del 23 novembre 1974 dal colle dell’Osservanza, nei dintorni della città felsinea; lo studio era ricavato dall’interno di una roulotte parcheggiata in un podere di una vecchia fattoria. Il nome dato all’emittente era “Radio Bologna per l’accesso pubblico” e le trasmissioni erano considerate pirata, poiché, a quei tempi, erano allertati delle divisioni della pubblica sicurezza affinché vigilassero sul nascente fenomeno di pirateria dell’etere.
Furono organizzati dai vertici Rai con a capo il direttore generale, di allora, Bernabei, centri d’ascolto e incontri sul fenomeno. “Il muro” iniziò a scricchiolare: difatti era dal 1923 che in Italia non si sentivano “voci libere”, sui canali che vanno in scala da 87.5 a 107.00 MHz, che non fossero appartenenti a personale della radio di stato.
Una sentenza della Corte Costituzionale del 1976 mise fine al monopolio della RAI e con alcune restrizioni la Modulazione di Frequenza venne in parte liberalizzata e quelle che prima erano emittenti “pirata” o private divennero, finalmente, radio libere a tutti gli effetti!
In America tutto questo era già realtà. Erano famose in tutto il mondo le trasmissioni radiofoniche musicali del mitico Dj Lupo Solitario, anche grazie a vari film, dove non essendo attore principale, era in ogni caso evidenziato il nuovo fenomeno delle radio.
Era il 1974 e sulle note de “La canzone dell’amore perduto”, di Fabrizio de Andrè, arrivava la ventata di libertà che col già citato decreto legislativo del 1976 apriva le porte al nuovo cambiamento.
I pirati dell’etere uscirono dai loro nascondigli e nacquero così Radio Milano International, Radio Parma e varie altre, in tutta la nostra penisola erano un susseguirsi di musica e parole in ogni millimetro di scala di frequenza.
Ma a… Bovalino? Anche!!!
Paese precursore di molte novità non si fece sfuggire la grande occasione di avere una radio libera: nacque la Radio Tele Jonica la prima dell’omonima costa, ma il primato durò per qualche anno, perché da lì a poco nacque l’antagonista RBM International. Ancora dopo nacque quella che per me restò la più originale: Radio San Nicola, data all’etere dalla passione per l’elettrotecnica d’alcuni ragazzi residenti nell’omonima frazione, divenuta poi Radio Bovalino Giovane.
Il titolo di più originale è da me conferito in quanto la radio nacque per la voglia di fare e per la volontà di misurarsi di alcuni giovani appassionati di elettrotecnica, le cui trasmissioni erano irradiate da un box in lamiera posto dietro la casa del compianto amico Mimmo Scordino, uno dei giovani fondatori.
Ci furono naturalmente importanti scissioni: da RBM I. nacque Radio Bovalino 94 (la mia radio!) e da RTJ vide l’etere Radio Venere, quest’ultima, insieme a Radio Activity ancora… “On Air”.
Gli anni ’70, di contestazioni giovanili e operaie, ci fanno sentire una sempre più crescente “Febbre del sabato sera” e con i capelli impomatati di “Grease” arriviamo agli anni ’80, anni di gioventù e di spensieratezza, anni di musica indimenticabile, paragonabile solo ai grandi successi anni ‘60.
E “Strada facendo” con Claudio Baglioni abbiamo avuto modo di conoscere artisti e case discografiche d’oltre oceano:
dalla Motown di Detroit e dal Sigma Sound Studios di Philadelphia arrivavano pacchi di dischi in vinile di artisti del calibro di Michael Jackson, Stevie Wonder, Marvin Gaye, i Commodores, Diana Ross, gli MFSB, Barry White e tantissimi altri ancora e… un “Soul Train” che non si è ancora fermato!!!
Ma… “Sono solo canzonette”? No assolutamente!
Sarà passata moltissima disco-music con la sua indiscussa regina, Donna Summer, tante furono le meteore con canzoni prettamente estive, da juke-box, e la nascita di cantanti ancora sulla cresta dell’onda fino ad andare in “Heaven” con Bryan Adams!
Anche gli artisti di casa nostra producevano ottima musica e canzoni rimaste ancora nel cuore, canzoni che a risentirle ci fanno ritornare alla mente tanti ricordi: Umberto Tozzi, Raf, Rettore, Bertè, Gianni Togni; cantautori affermati e tuttora in auge come Baglioni, Dalla, Venditti, De Gregori, Bennato e tanti altri… meteore e non sfornavano canzoni e musica a badilate per permetterci di irradiarla.
Ma alla fine “Cosa resterà degli anni ‘80”? La grande opportunità di parlare al mondo, il ricordo di aver vissuto quella ventata di libertà in mezzo agli amici più cari, la possibilità di comunicare agli altri pensieri ed emozioni con l’ausilio di un microfono, la certezza di essere ascoltati a chilometri di distanza, tanta cultura si è annidata nelle nostre menti: che sia stata musica o geografia o lingua inglese o sola dizione poco importa il bello è stato “vivere”.
Il sommo poeta, Dante, lo disse intorno al 1300… “ Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.
E quindi ”Let the music play” continuiamo a lasciar giocare la musica!
In quegli anni un’auto, (se la memoria non m’inganna era un’Opel) dal cofano pieno di Ampex e bobine, faceva la spola tra il Tirreno e lo Jonio per portare musica, parole e cultura da una costa all’altra…
Direttore… ti ricordi chi era?