Figurine… che passione!
Nulla dà il senso del tempo che passa come un gioco o una passione d’infanzia

Tommaso Cavallo

 

 

 

 

28 gennaio 2009

Chi in fanciullezza o nei primi anni di gioventù non ha avuto almeno una passione per una raccolta o una collezione?

Che fossero francobolli, monete, santini o qualsivoglia oggetto o… figurine!

Figurine che passione! Quei rettangoli di carta raffiguranti i calciatori delle squadre di calcio: le figurine Panini!

Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici per il semplice fatto di aver incrociato il nostro cammino, per la felicità che riescono a infonderci, con gesti innocenti o con semplici cose, tra questi i nostri figli. Quanto vi racconterò è il frutto di un avvenimento innocente e di un oggetto molto semplice.

Ricordo che un giorno mio figlio, che frequentava ancora la scuola materna, arrivò a casa tenendo in mano uno di quei magici rettangolini di carta datogli da non so chi e non ricordo nemmeno chi fosse il calciatore raffigurato.

Era felice come solo i bimbi sanno essere, ma in me sono riaffiorati ricordi di fanciullo; anche io come tanti avevo avuto tra le mani mazzetti di quelle magiche figurine, non ricordo con esattezza in quale anno avevo fatto la mia prima collezione, ma furono tante e mai completate. Le moderne figurine sono autoadesive, ai miei tempi e quelli dei miei amici e coetanei, s’incollavano sugli album con la colla, che dal profumo ricordava un pò la mandorla.  

La raccolta era lunga e laboriosa, facevamo ricorso a scambi pur di completare le varie squadre presenti nell’album e con le figurine doppie e triple ci divertivamo a giocarcele in tre giochi: “Soffio”, “spaccamattuni” e “battito”, con quest’ultimo rumoroso e competitivo si poteva giocare su qualsiasi superficie liscia e consisteva far girare il maggior numero di figurine con un colpo di mano, leggermente arcuata, sbattuto violentemente sulla superficie, che spesso era il pavimento o una soglia in marmo. Persino nel locale bagni della scuola elementare… e tutto il vociare e i colpi battuti sul pavimento attiravano l’attenzione di Masi il bidello, che di soppiatto arrivava con una bacchetta di legno in mano sorprendendoci carponi e intenti nel gioco: erano bacchettate da orbi!

Lo scambio era frenetico: Mazzola, Rivera, Zoff… erano i più “costosi”, valevano decine di figurine; Cuccureddu, Bedin o Anquilletti erano meno blasonati e di conseguenza meno “costosi”… bastavano cinque figurine!

Ma dov’era il luogo del rifornimento?

Era la mitica edicola di Donna Tota, tuttora in attività, sul corso a Bovalino sempre ben fornita, non solo delle nostre beneamate figurine ma, di ogni tipo di riviste o quotidiani esposti e squadrati con ordine certosino.

I primi scambi di figurine mancanti avvenivano già all’uscita dall’edicola, all’angolo del marciapiede. Erano trattative lunghe e a volte dispendiose, per certe figurine il costo era alto, ma valeva la pena aggiudicarsi la mancante di turno!

Nelle magiche bustine vi erano contenute oltre alle figurine, altre che valevano di più in quanto permettevano un accumulo di punti per ricevere gratis (?) l’almanacco illustrato del calcio o, il più ambito, pallone in cuoio: erano dette “valide”, “bisvalide” e “trisvalide”. Non ci fu verso, nonostante gli sforzi le mie raccolte rimasero sempre incomplete!

La vigilia di Natale dello scorso anno tornai a casa con una sorpresa per il mio bimbo: il nuovo album! Si ricominciava finalmente e con più entusiasmo degli anni scorsi, sentivamo insieme che era l’anno buono. La sua voglia era di conquistare quel traguardo, la mia invece era come se fosse un riscatto di gioventù!

Giorno dopo giorno incollavamo insieme le varie figurine, gli scambi li conduceva lui con i suoi amichetti e io con un mio collega d’ufficio con la stessa passione! I primi giorni furono d’entusiasmo e incollavamo insieme parecchie figurine e poi con le doppie iniziammo gli scambi… per me era come un ritorno al passato!

E non importa che sia stato io l’azionista di maggioranza, il risultato finale era quasi palpabile.

In questi anni ho tratto un grande vantaggio dalle figurine, oltre alla passione, hanno insegnato al mio bimbo a conoscere i numeri, le lettere e poi a leggere: massimo risultato con il supporto di una semplice passione.

Il 2008 è stato per entrambi un anno formidabile, figurina dopo figurina, insieme io e il mio campione siamo riusciti a completarlo!

Vi lascio immaginare la sua gioia, di bimbo, incollando l’ultima figurina e la mia, ormai un uomo, che anni dopo (!) ho riscattato un sogno di fanciullezza, aver finalmente completato il primo album!

 

Tutto questo grazie a chi, con gesti semplici e innocenti, mi rende ancora giovane e voglioso di vita e poco male se sono sempre più consapevole del tempo che passa: mio figlio!