Il cinema

Tommaso Cavallo

 

 

Oggi è l’ultimo sabato di settembre, il mondo del cinema piange Paul Newman, interprete di innumerevoli pellicole, l’attore dagli occhi blu si è spento a 83 anni nella sua casa di New Heaven, nel Connecticut.

Nei suoi film tanti lo guardavano con interesse,altri per imitarlo… le donne perché innamorate della sua bellezza.

Bovalino ha un rapporto speciale col cinema. Bovalino è stato palcoscenico cinematografico, si, perché un suo figlio illustre, l’indimenticato regista Elio Ruffo, ha girato le scene di “Una rete piena di sabbia” e di “Tempo d’amarsi”.

Io lo ricordo Elio, taciturno, acuto osservatore, amico di tanti e di tutti. Lo ricordo nel salone del barbiere seduto su una delle sedie d’aspetto,  mentre gli altri amici parlavano di un po di tutto, lui col suo cappotto scuro e il mezzo sorriso che aveva del malinconico.

A Bovalino c’era anche il cinema, inteso come sala di proiezione per pellicole,  l’indimenticato (per tanti) “Cinema Ariston”, demolito qualche anno fa per far posto ad una moderna costruzione.

Luogo di ritrovo, oltre ad essere una decorosa sala di proiezioni; luogo d’incontro per grandi e piccoli del paese che si ritrovavano per vedere i film spesso di seconda visione, ma anche tante “prime”.

Ricordo l’uscita del primo “Guerre stellari” alla fine degli anni ’70, eravamo ragazzi e tanti ancora fanciulli, tra cui mio fratello che lo vide in un pomeriggio di domenica ben 3 volte!!!

I film detti “spaghetti western, i più famosi, i mitici del grande Sergio Leone; le lunghe e esilaranti parodie dei film di Franco e Ciccio; le pellicole sensuali con la forte femminilità di Edwige Fenech o di Laura Antonelli, tanti e tanti altri.

Il luogo, dove in un pomeriggio, noi ragazzi per imitare i grandi fumavamo le sigarette comprate di nascosto in pacchetti da 10… perché era più facile nasconderle se avanzavano (ma era raro che avanzassero, qualcuno le avrebbe sicuramente terminate).

Il cinema Ariston non era come le odierne sale, l’audio non era in Dolby Sorround, era… audio, ma era molto efficace… infatti i colpi della colt di Clint Eastwood li ricordo benissimo, come se li risentissi ancora adesso, mentre scorreva la pellicola de “Il buono, il brutto, il cattivo”; nella mia mente ancora c’è il suono struggente dell’armonica suonata da Charles Bronson nel mitico “C’era una volta il West” con la bellezza ancora acerba di una stupenda Claudia Cardinale.

Tempi che non torneranno più, forse per il veloce ritmo della vita o forse perché non c’è più la voglia o la disponibilità economica per ricostruire un altro Ariston, è un peccato perché tanti per vedere un film devono spostarsi negli altri paesi costieri per poter andare al cinema.

Vorrei proporre almeno la riscoperta delle pellicole di Elio Ruffo, avere almeno la possibilità di poterle rivedere riproiettate, per poter rivedere gli interpreti di quei capolavori, perché di attori veri erano pochi… tantissime erano comparse ed erano bovalinesi che tutti conosciamo; e che i più giovani abbiano la possibilità di rivedere luoghi o il paese com’era negli anni alla fine degli anni ’50 e inizio ’60.

Proporrei un’idea alla Pro Loco locale o all’amministrazione comunale affinché possano interessarsi del restauro delle pellicole, perché tanta fatica non vada persa e ancora ad entrambe perché potrebbe essere un’idea di intrattenimento per i turisti nelle serate estive degli anni a venire.

Oggi appresa la notizia della morte dell’attore dagli occhi blu, sono riaffiorati nella mia mente tanti ricordi e tanti visi a me cari,  tra cui il cineoperatore dell’Ariston…  Zio tu lo conoscevi Paul Newman vero?