Poesie

di Antonio Caminiti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

12 marzo 2007

 

(...al mal di vivere)

Non è facile condurla al suo esilio forzato,

al suo tramonto,

sulla via del non ritorno, lontano dalla  nostra mente e dal nostro cuore.

La tristezza ha braccia forti e lunghe,

spalle larghe e nessuna pietà,

combatte sino in fondo le sue battaglie e a volte ne esce vincitrice.

Non mi abbatto, anzi, combatto

per non essere sconfitto,

trafitto da uno sguardo a muso duro,

da occhi tenebrosi e da lacrime sconosciute.

Vivo,

ricominciando da un sorriso acerbo,

da una speranza presuntuosa,

da una scommessa che ancora non ho perso.

Credo nel tempo che mi da speranza

e, nella speranza colgo una tiepida allegria di un sogno che si avvera

e allontana la paura.

Credo nel tempo come guaritore dei nostri mali,

confido nella luce del sole affinché non mi abbandoni la notte

e aiuti a vincere la mia tristezza,

perchè arrivi presto per me il tempo dei sorrisi.

 (2004)

 

 

(...A lei) 

 

E’ notte nel mio cuore,

nessun colore a far da contorno ai mie pensieri

ed anche la speranza ha scelto un’altra via.

Sorrisi come lampi,

parole come tuoni,

ricordi che trafiggono il mio cuore.

Sognai e pensai di te guardando sempre oltre,

il futuro era già qui ,

ma tu mai mi appartenesti.

Ora che ha finito di piovere,

mentre la sera va via,

cerco un’immagine lontana,

un attimo infinito dentro me,

e penso al domani a che ne sarà di te.

(2004 )

 

 

(...Ad un addio)

In questo domani che sembra non arrivare mai,

diamoci un po’ di aiuto a  perderci e voliamo altrove

per finire di pensarci.

Ora che non dobbiamo più sfidare bugie e volgarità per starci un  poco accanto,

sono contento di non averti avuta,

così non dovrò mai dirti addio.

In una notte di pace, cercherò di capirti gli occhi e poi, con il tuo sorriso,

proseguirò il mio volo verso l’infinito.

(2002 )

 

22 marzo 2007

 

….non riesco a dirle addio.

 

Uno sguardo fugace, un cenno d’intesa,
un pensiero fulmineo verso il passato e poi, solo il tempo di un addio e via, fuggiasco verso lo scompiglio del mio cuore.
Nudo di ogni mio errore, di ogni mio difetto, di tutte le mie ansie,  libero e sicuro di voler sfidare tutto e tutti per averti accanto.
Non per un’ora , non per un giorno,
ma per tutto il tempo
che la vita deciderà di regalarci.
E tu, tienimi con te quando cammineremo
lungo i viali spazzati dal vento d’autunno,
vicino al fuoco di un camino
nelle freddi serate d’inverno,
davanti al mare in tempesta che non spaventa il nostro amore, in mezzo a tutta l’altra gente che non scalfisce il nostro desiderio,
tra le tue braccia amore mio.

 

... al tempo, alla vita, a colui che non peccherà mai

 

La giostra non si ferma.
Chi vince, chi perde, chi uccide e chi viene ucciso,

chi spera ancora e chi si dispera,

chi nasce e chi ci lascia anche prima che si sia compiuto il suo tempo,

chi sogna un futuro senza fine e chi aspetta la fine di un calvario.
La giostra non si ferma.
Continua a girare, spinta dalle nostre lacrime,
dai nostri sorrisi e dalle nostre speranze.
La giostra gira, imperterrita,  quasi assente, non curante,

ed io aspetto, aspetto ancora,

oltre la morente luce del giorno,

oltre la sua risurrezione.
Aspetto, aspetto curioso di sapere quale sarà la ricompensa per il vincitore,

 il premio per colui che alla fine avrà superato tutte le prove.
Aspetterò sino a  giungere fiero al tramonto

dopo aver governato gli eventi

... ma sarà solo un illusione.

 

 

 

alla passione.

 

Schiavi del desiderio, crocefissi al letto della passione,
ci accendiamo in un sospiro e ci spegniamo in un urlo,
nell’unico attimo di  completo abbandono,
nell’unico istante di sublime libertà

che nessuno ci può rubare.

 

 

 

24 marzo 2007

 

(…l’inverno dell’anima.)

 

Trovo l’inverno meraviglioso quando mi fa pensare al caldo,

al calore 

quello vero di una casa,

di un uomo e una donna,

di un letto come rifugio e come teatro della loro vita.

Adoro l’inverno nella sua pazzia,

nei suoi mutamenti

che lasciano sempre un incertezza per il giorno dopo.

Odio il freddo dell’inverno

quando mi penetra dentro l’anima

e mi spinge a guardare oltre il buio della notte.

 

 

 

(….all’ingenuità.)

 

 Vorrei essere padrone della bottega dei sentimenti,

vendere la bontà ,

l’amore altruista

e la sincerità.

Essere ripagato con sorrisi immensi.

 

( 1988 )

 

 

Un laghetto d’acqua limpida per specchiarmi l’anima

Un cuore da leggere come un libro aperto

Una margherita per sapere sempre la verità

Nessuna ruga per segnar l’età

Una morte giusta quando verrà

Un mare amico per chiacchierare

Un mondo di uomini sognatori

Un concentrato di armonia la quotidianità

Un risveglio meno triste dal mio sogno e dalla mia fantasia.

 

(1988 )

  

 

Arriva da lontano portato dal vento, il grido di dolore e di grande tormento.

Striminzite, strazianti, rauche, sono le voci della sofferenza.

Ascoltate, capite e poi di nuovo nel vento.

Forse la lontananza porta all’indifferenza, ma chi vive così è morto dentro.

 

( 1987 )

 

 

Sopra le nuvole, forse più su.

E’ lì  che immaginavo di vederti.

Immenso come una grande roccia bianca, un po’ invecchiato e stanco.

Ricordo il giorno della delusione, quando mi dissero che mai potrò toccarti.

Svanite son le mie speranze di unire cento scale per raggiungerti.

Da allora mille volte ti ho parlato e la fede che ho nel cuore non è un sogno,

purtroppo, questo egoista che è cresciuto, ti chiama solo quando ne ha bisogno.

 

( 1987 )

 

 

(….alla sua sofferenza.)

 

L’ultima voce che ho udito prima di andar via è stata  quella del silenzio.

L’ultima delle tue  lacrime 

ha spezzato quel dolce incantesimo ed ha trascinato con se

la pazzia e l’incoscienza del nostro incontro.

La ricerca di te, di me , di noi insieme, quell’ unico pensiero prima di dormire ,

lo stesso al mio risveglio,

la tua bocca, 

il tuo sorriso,

i tuoi occhi

e tutto il tuo amore vanno via così ,

liberandomi dalla più dolce delle prigionie.

Non sarà mai finita veramente

se un po’ di te e  di me

se ne andranno a spasso  per le vie,

invisibili tra la gente,

alla ricerca di tutti gli angoli da noi vissuti,

per cogliere ancora  una  spina di nostalgia.

 

 

 

Ricordo di Derio

 

 Ricordo il suo sorriso trasparente,

 l’impronta del suo carattere infuocato che non ti perdonava proprio niente

Insieme noi stavamo tanto bene,

dividevamo il gioco e qualche idea

Nasceva tra di noi spontaneamente quel senso di amicizia

così grande

che rende il suo ricordo più struggente

Crudele il suo destino

che quel giorno spense la luce dei suoi sogni e delle sue speranze

Non ebbe neanche il tempo di scoprire l’amore che ti allarga tanto il cuore

Non gli lasciò il tempo di gioire

 per l’ultimo regalo di natale

Descrivere il dolore non ha senso,

ma  di una cosa adesso son contento,

…….di ricordarlo sempre come un tempo, testardo, vivo e sorridente.

 

 (1988 )

 

(…..alle mie paure)

 
Nel falò della vanità

arde la mia illusione,

la certezza del nulla,

l’ossessione del tempo limite

e la paura di morire

nell’attesa di un sole a mezzanotte che non si accenderà mai.

 

 

(….alla signora Lina e alla sua solitudine.)

 

La sofferenza non ha espressione sul suo viso,

eppure io la vedo.

La solitudine non si coglie nei suoi sguardi,

eppure io la vedo.

La sua voce ha sempre lo stesso tono, dolce, pacato, leggero,

eppure io sento l’urlo del suo perché.

A volte la vita sembra finire  in un sospiro,

scivolare in un addio,

dissolversi in un ultimo abbraccio,

ma non è così.

La vita le  ha regalato una grande illusione,

ma il  Signore le ha donato tre germogli di luce per saziarla del loro amore,

dissetarla della loro speranza,

scacciare la solitudine con la loro presenza,

vivere ancora un sogno sotto questo cielo mago.     

 

(Antonio Caminiti)

 

 

 

Una sera in Egitto

 

I tuoi capelli sono liberi nel vento         

I tuoi denti sono bianchi come l’avorio

I tuoi occhi sono lucenti come il diamante

Sei come una stella nel cielo ed io ho paura di cadere

Vorrei prenderti e metterti nel cuore

Se c’è una lacrima nei miei occhi non devi vederla

per non sentire che sono debole.

 

                                                   ( Antonio Caminiti )

 

 

 

Paura di amare

 

Ancora sguardi tiepidi intorno a me

occhi indiscreti scrutano la mia coscienza

sorrisi amari commiserano la mia paura e condannano la mia fuga.

Ad ogni calar del sole vivo la mia eresia

chiudo gli occhi e lontano da tutto ciò che mi circonda

cerco di afferrare le ali di quel tempo ormai svanito

custode delle mie emozioni e di un sogno chiamato libertà.

Ancora amore, lacrime e sorrisi ci saranno lungo la strada del nostro cammino

ma quando sarò giunto alla fine del mio percorso

e la pietà avrà preso il sopravvento sul dolore

vorrei tanto che il tuo viso mi accompagnasse nel mio trapasso

e la mia ultima favella dicesse: Ti amo, ti amo per sempre.

 

( Antonio Caminiti )

 

 

 

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