FERRUZZANO
di Agata Pedullà
20 febbraio 2007
ma il vento dell’amore
li spazza via tutti lasciandone pochi.
Uno in particolare diviene più vivo: Ferruzzano, il paese mio.
Su alte rocce, coma una fortezza,
s’erge Ferruzzano, vecchio baluardo.
Troneggia sulla costa come un giovane principe,
dall’animo umile ma ricco di splendore.
Ha un fitto bosco come mantello,
alte montagne gli fanno da cappello.
Mille viuzze vissute si snodano
sotto balconi straripanti di piante colorate,
sotto tante casette arrampicate.
Dall’alba al tramonto è tutto un vociare:
la lavandaia comincia a cantare,
il fabbro a forgiare,
il panettiere a sfornare,
c’è anche qualcuno che s’appresta a cucinare.
Quanta fatica, quanto sudore,
ma per quel poco si ringrazia il Signore.
Gente onesta, gente sincera,
gente attiva, gente vera,
gente intelligente,
gente di preghiera.
Ogni 19 marzo ed ogni prima domenica d’agosto
oh che festa grande, che contagia tutto il posto!
Fanciulli, massaie, ed ogni lavoratore,
dedica la giornata a San Giuseppe, nostro protettore.
vedo scintillii come diamanti,
è il mare Ionio che si stende qui davanti.
Oh che meraviglia!
Terra baciata dal sole,
resa ancora più bella
da tutto l’amore che verso di te conservo nel cuore.
Quanti pensieri,
quante emozioni,
che piano, piano diventano lontani,
diventano parole,
solo racconti, ascoltati da chi quei tempi li ha già vissuti.
Se apro gli occhi tutto tace…
Posso solo immaginare
Tempi in cui Ferruzzano di se faceva parlare.
Ogni pietra è un pezzo di storia,
ogni angolo un pezzo di vita.
Ma niente e nessuno ci può fermare
e ai nostri figli bisogna insegnare,
che Ferruzzano dobbiamo amare
e questo paese potrà decollare!