Riccardo Satriano
Note biografiche
Nato a Gioiosa Ionica, un paese di circa settemila abitanti, in provincia di Reggio Calabria, più precisamente nella locride, antica colonia greca, ma oggi zona tormentata da gravi problemi a causa del sottosviluppo, della disoccupazione, di difficoltà economiche, carenze strutturali, infrastrutturali, insufficienza delle vie di comunicazione, importante presenza della criminalità organizzata. Tuttavia zona bellissima dal punto di vista naturale e paesaggistico, purtroppo assai poco valorizzata. Terra ricca anche di gente coraggiosa, di buone e ottime individualità e intelligenze, di gente buona e accogliente, costretta purtroppo a scontrarsi con una realtà difficile e con una mentalità tipica del meridione d'Italia troppo portata all'individualismo e quindi alla difficoltà di dialogo e di iniziative collettive con carenze organizzative ad ogni livello e grave difficoltà per la realizzazione pratica di qualsiasi progetto o attività. L'autore proviene da una famiglia in vista del paese, figlio di un medico, primogenito di cinque figli. Durante la sua infanzia e adolescenza ha dei bei ricordi di gente buona e rispettosa, di una natura bella e incontaminata. In particolare ricorda le belle e importanti tradizioni legate alla coltivazione e alla raccolta delle olive: tante donne chine a terra raccoglievano le olive con grande sveltezza e abilità, riponendole prima nei loro grembiuli e poi nelle ceste, rimanendo chine per molte ore ai piedi dei grandi alberi di olivo, mentre gli uomini battevano i rami con lunghe pertiche per fare cadere i frutti dagli alberi (abbacchiatura delle olive). Questa attività impegnava molte persone nel periodo tra ottobre e novembre e fino a dicembre per la spremitura delle olive e la produzione dell'olio. L'autore ricorda pure gli aranceti e le arance raccolte direttamente dalla pianta e mangiate, già a partire dal mese di novembre, nonché la raccolta , la produzione e l'esportazione delle arance e dei mandarini. Allora la campagna era coltivata e seguita dai contadini e dai coloni , mentre oggi è in larga parte abbandonata e improduttiva. Allora i contadini trasportavano la roba sul dorso degli asini, che si vedevano circolare in gran numero per le campagne e per le strade del paese, specie nei giorni di festa o al mercato della domenica, tipica tradizione gioiosana. Ricorda il mare di un azzurro intenso : il mar Ionio più profondo rispetto agli altri mari della penisola, pulito, limpido e ricco di pesci: bastava immergere il capo sotto l'acqua per vedere passare banchi di piccoli pesci vicino alla riva. Gioiosa Ionica si trova appunto a circa cinque chilometri dal mar ionio, press'appoco equidistante da Reggio Calabria e da Catanzaro, al centro della cosiddetta vallata del Torbido, che è un torrente di grandi dimensioni e che anticamente era navigabile. La parte ionica della provincia di Reggio Calabria è più svantaggiata e isolata rispetto a quella tirrenica perché tagliata fuori dalle grandi vie di comunicazione: autostrada e collegamenti ferroviari, che sono largamente insufficienti e arretrati sul versante ionico, e questa grave carenza è solo in parte compensata dalla superstrada che collega Marina di Gioiosa Ionica all'autostrada Salerno Reggio Calabria all'altezza di Rosarno, aperta alla fine degli anni ottanta. Tra la costa ionica e quella tirrenica l'Appennino calabrese è interrotto solo dalla piana di Gioia Tauro, e da quella di Lamezia. La maggior parte del territorio è occupato nella parte meridionale della Calabria, tra Gioiosa e Reggio dall'Aspromonte, e tra Gioiosa e Catanzaro dalle Serre calabre. Un territorio montuoso vastissimo di rara bellezza. Riccardo Satriano è nato il 23 marzo 1954 in una grande casa con un grande giardino dove c'erano degli alberi di arancio, di fico, le galline, i conigli e qualche anno anche il maiale e il forno a legna. Il giardino era ampio e circoscritto da un muro aldilà del quale c'era un uliveto. Lì l'autore è cresciuto ed ha trascorso gli anni della sua fanciullezza giocando con i suoi fratelli e vicini di casa A dieci i anni si è recato per la prima volta a Reggio Calabria con la famiglia dove è arrivato dopo tre lunghe ore di automobile, ma una volta li la città gli ha provocato una grande emozione, così come la città di Catanzaro. Ha frequentato le scuole elementari e medie a Gioiosa Ionica e il liceo classico a Locri. Nel 1972 si è iscritto alla facoltà di medicina dell'università di Messina dove ha frequentato per tre anni e dove ha fatto le sue prime esperienze di vita in quanto abitava da solo come molti studenti universitari. Si è poi trasferito a Roma dove si è laureato in medicina nel 1978 e dove ha conseguito la specializzazione in medicina interna nel 1983. Dal 1979 al 1987 ha esercitato la professione di medico a Gioiosa e in vari centri della locride. Nel 1987 ha preso servizio in qualità di assistente medico presso il servizio di pschiatria dell'usl di Ravenna dopo essere risultato vincitore di un concorso nazionale per la regione Emilia Romagna, dove ha svolto la professione fino all'anno duemila. L'autore è affetto fin dalla nascita da una malattia rara: la retinite pigmentosa, che ha andamento progressivo e che l'ha portato da circa cinque anni alla cecità, costringendolo ad andare in pensione ad appena quarantasei anni. La vita sentimentale dell'autore è stata ed è tuttora molto travagliata. Infatti si è sposato due volte: è divorziato dalla prima moglie dalla quale ha avuto una figlia oggi ventiduenne: Rita e separato dalla seconda, dalla quale ha avuto un'altra figlia: Veronica, che ha da poco compiuto undici anni. Da due anni ha lasciato a malincuore Ravenna, città che ama profondamente e dove spesso fa ritorno a visitare la figlia Veronica, per trasferirsi al paese d' origine .Da circa quattro anni, dopo la perdita della vista, l'autore ha avvertito spontaneamente la voglia di scrivere e così ha composto delle poesie, che ora ha deciso di pubblicare per dare un segno alla sua espressione.