Dibattito sulla Bovalino-Bagnara e la soppressione del treno notte per Milano
articolo su "Il quotidiano della Calabria" soppressione treno                  articolo sulla Bovalino-Bagnara                Roberto Papalia          
Pietro Sergi                       Giorgio Richichi                  Virginia Maio           Giulia Capogreco               Francesco Musolino
Elisa Furfaro               
 Giovanni De Domenico              Giulia Aversa

Il  treno della  speranza
di Giorgio Richichi*

Il treno 875 espresso che attraversa l’Italia con i suoi 14 vagoni, che unisce idealmente la costa ionica reggina al resto del mondo e’ stato soppresso.

E si cari amici ci hanno tolto l’ultimo legame che ci univa all’Italia.

Ci hanno privato dell’ultima speranza:quella di essere idealmente collegati attraverso quel carro bestiame con il resto del mondo,si proprio del mondo poiche’ il mondo per noi inizia da Roma in su’.

Da li partono i collegamenti per il resto del mondo,li ci sono le strutture ospedaliere per curarci,li ci sono i tanti amati posti di lavoro.

Era  piu’ semplice che quando hanno fatto la costituente e redatto la Costituzione della Repubblica avessero tolto o aggiunto, fate voi, la locride dal testo, sarebbe stato piu’ semplice bastavano due righe e sicuramente avremmo provveduto a farci la nostra repubblica e le nostre leggi,d’altronde ci sono stati con un territorio e popolazione ben piu’ piccoli del nostro.

Piano piano ci stanno tagliando fuori dal mondo,il treno, l’aereo a Reggio i voli sono diminuiti,la sanita’ i servizi.

La colpa di chi e’.

Di tutti e per di piu’ io dico nostra poiche’ noi non abbiamo il coraggio di ribellarci civilmente e la storia c’e’ lo insegna,basta pensare alle rivolte repubblicane soffocate sul nascere in Calabria,i fratelli bandiera.

Ricordate o non leggete la storia. La storia la facciamo noi,come dice il mio amico Sepulveda, e se non abbiamo il coraggio di farla siamo solo dei poveri illusi.

Difatti penso e ripenso che aspettiamo a fare la storia?

La smettiamo di piangerci addosso e lottiamo invece per riavere il nostro treno!

Da questo risultato puo’ dipendere il nostro futuro,si puo’ invertire la tendenza e riportare alla memoria i fratelli bandiera,non solo intitolando le vie.

Quel treno deve essere riabilitato ,quel treno deve riprendere la sua marcia,deve essere di nuovo il crocevia tra nord e sud e viceversa,deve essere chiamato l’espresso della speranza,deve riportare a casa gli emigrati e deve non piu’ portare al nord l’emigrazione.

Il treno dei sogni il treno che ci riporta a casa,con quei viaggi lunghi e interminabili deve rappresentare la rinascita di questo lembo di terra martoriato dai media e dagli uomini.

*Presidente opnorario dell'Associazione culturale "!Bruno Richichi"