Dibattito sulla Bovalino-Bagnara e la soppressione del treno notte per Milano
articolo su "Il quotidiano della Calabria" soppressione treno                  articolo sulla Bovalino-Bagnara                Roberto Papalia          
Pietro Sergi                       Giorgio Richichi                  Virginia Maio           Giulia Capogreco               Francesco Musolino
Elisa Furfaro               
 Giovanni De Domenico              Giulia Aversa

Costruire un ponte, tagliando i ponti!
di Pietro Sergi per www.brunorichichi.it 
e per www.ilpaese.info 


Monza, 29 novembre 2008
Mimmo Agostini, giornalista di Bovalino, ha pubblicato stamattina su «Il Quotidiano della Calabria» e sul sito «www.ilpaese.info» la notizia che il treno che per quaranta anni passava da Bovalino alle 18,27 per Milano, è  stato soppresso.  Mi è capitato di viaggiare su quel treno non più tardi di  un mese fa, e se anche ha accumulato "soltanto" 215 minuti di ritardo, mi ha  comunque permesso di rientrare dalla Locride a Bologna. Qualche tempo fa, io e Giorgio Richichi abbiamo scritto due articoli riguardanti il ponte sullo stretto. Lo abbiamo fatto ponendo al centro dei nostri rispettivi scritti la  necessità di interventi sulle reti stradale e ferroviaria, quest'ultima  ancora ad un solo binario. Ora mi tocca leggere di quest'ennesimo scippo dal  quale traspare tutta la drammatica distanza che separa le alte sfere dalla  gente comune. Forse c'è una misura che può dare l'idea esatta di tale  distanza, e sta nella differenza tra un treno frequentato da gente comune ed  un aereo supersonico. La lontananza tra cielo e terra, tra la velocità che  avrebbe portato chissà dove il potente di turno a presenziare a chissà quale  convegno sul terzo mondo nelle tre ore e trenta minuti di ritardo che il  treno soppresso mi ha regalato nel mio viaggio dalla Calabria a Bologna. 
Qualche mese fa mia suocera ha voluto fortemente raggiungere mia moglie, che  stava poco bene. Non sapeva come fare, però; non sapeva se c'era "qualche"
treno che passava da Bovalino, se la stazione dove fare il biglietto  l'avrebbe trovata aperta, se ci sarebbe stato posto sul treno, dato che si  era in periodo postferie. Una piccola odissea, insomma, quel viaggio, per  lei poco pratica. Ma io, con l'aiuto della   tecnologia informatica, ho  potuto documentarmi sugli orari dei treni e prenotarle direttamente da casa  mia un posto da Reggio Calabria, pagando con carta di credito. E lei si è  sentita un genitore a cui una Nazione che si dice evoluta ha permesso di  raggiungere sua figlia in difficoltà. E' un bell'esempio di congiunzione  attraverso la tecnologia. Ma senza quel treno, la mia tecnologia poteva
andare a farsi friggere!!! Ma forse sono io a non capire che quel treno  bisogna sopprimerlo proprio perché la nostra gente non vada via! Forse è  solo fermando i treni su cui la gente comune potrebbe scappare e  ricongiungersi a noi che viviamo altrove, che risolveremo la questione  dell'emigrazione verso il nord. Non è giusta, quindi, la strada che noi  auspichiamo. Non è giusto, cioè, affermare che la Calabria sarà una terra  diversa soltanto quando riuscirà a far tornare coloro che sono andati via,  non bloccando dunque i treni tra nord e sud ma costruendo, invece, ferrovie  e autostrade più moderne. Vie di fuga che partono dalla Calabria, ma nello
stesso tempo ci riportano in Calabria. Chi come me si è convinto che ancora  qualcosa può nascere, deve fare i conti con queste decisioni illogiche,  inspiegabili, di un potere che non ha il coraggio né di staccare la spina,  né di aiutare a vivere una parte del suo stesso Paese. Ci troviamo a  combattere, noi poveri illusi, con un drago al quale spuntano tre teste per  ognuna che riusciamo a tagliargli. Noi che sogniamo di poter dire alle  future generazioni che vivere nelle regole è soltanto un modo per essere più  liberi e più uguali tutti quanti, ci troviamo poi a dover combattere contro  chi vuole invece costruire una giungla, dove solo il più forte, che poi
diventerà il maggior alleato, prevale. Quali servizi dovranno rispettare  questi ragazzi, se non ve ne saranno più? Cosa dovremo insegnare loro a  rispettare? Noi dell'Associazione Culturale Bruno Richichi siamo solidali  con i cittadini della Locride, e quindi con noi stessi. Noi proponiamo e ci  impegniamo ad organizzare una conferenza su questo insopportabile  stillicidio di soppressione di servizi, che sembra una tortura cinica e  sorda a qualsiasi logica e a qualsiasi bisogno della gente.  Vorremmo che i  nostri amministratori locali ci appoggiassero e partecipassero, che ci  rappresentassero istituzionalmente, per far sentire la nostra profonda  indignazione verso questo ennesimo torto che ci tocca subire, questa  condanna che ci viene inflitta non si sa bene per quali nostri demeriti.