“Il Vesuvio nel mondo”
San Sebastiano al Vesuvio promuove la partecipazione e invita alla legalità
Intervista con il presidente del Consiglio Comunale Raffaele Aratro
di Antonia La Torre
Il Comune di San Sebastiano si pone come obiettivo fondamentale la lotta alla violenza e all’illegalità. Come si concretizza questo impegno nell’operato del Consiglio Comunale?
Il nostro Comune è da sempre impegnato nella lotta contro la criminalità e, negli ultimi anni, il Consiglio Comunale ha dato vita al “Comitato per la cultura della legalità e per la sicurezza dei cittadini”. In data 20 Settembre 2006 è stato, inoltre, votato all’unanimità un Ordine del Giorno nel quale, tra l’altro, è scritto: “Da tempo il Comune di San Sebastiano al Vesuvio è impegnato in un’offensiva civile contro ogni forma di prevaricazione e di violenza, che mina alle fondamenta le regole della umana convivenza. Innumerevoli sono gli interventi tesi a promuovere l’aggregazione sociale e l’integrazione di quanti manifestano segni di disagio, attraverso un ventaglio di proposte nei settori dello sport, dello spettacolo, della cultura, ritenendole doverose ed efficaci forme di prevenzione”.
Intendiamo, perciò, mobilitare le coscienze sviluppando e promuovendo, nelle forme più diverse, la cittadinanza attiva, per fare in modo che si realizzi quello che ha scritto G. Bufalino -e che amava ripetere il giudice Giovanni Falcone-: “più maestri e meno soldati”. Stiamo lavorando per essere realmente più vicini ai cittadini e ai loro bisogni. Per tali ragioni attiveremo diverse modalità di partecipazione. Vorremmo, ad esempio, che la Casa Comunale, così denominata comunemente dai nostri concittadini, sia realmente un presidio democratico, sede di partecipazione, di amministrazione, di cultura, di scelte e di controllo.
Lei parla di democrazia, cultura e partecipazione. In che modo crede che le istituzioni comunali debbano garantire alla cittadinanza la possibilità di agire, scegliere e vivere il territorio?
Il territorio di San Sebastiano al Vesuvio ha assistito, negli ultimi decenni, ad un considerevole aumento di richiesta di fruizione di spazi, soprattutto da parte dei giovani. Sono dell’avviso che bisogna creare uno spazio libero ed autogestito messo a disposizione dei giovani, siano o no organizzati in associazioni, per dare libero spazio alla loro creatività: musicale, pittorica, artigianale, poetica ecc. Dare loro insomma, un luogo dove liberamente esprimersi.
Considerato, inoltre, la “naturale” propensione del territorio comunale che da sempre si caratterizza come luogo di incontro, ritengo che bisogna guardare ai giovani avviando una sorta di sfida in positivo che s’inserisce nella filosofia del dare fiducia. E’ necessario ed urgente mettere a disposizione dei giovani un luogo dove ritrovarsi, diversi dai luoghi che offre la società dei consumi, uno spazio dove “semplicemente” si può stare insieme. L’obiettivo prioritario è di intervenire, il più possibile in modo concreto, nell’ambito del disagio giovanile offrendo loro un’opportunità fattiva. Quanti ragazzi che suonano non hanno un luogo dove provare e fare concerti? E quanti sono quelli che scrivono poesie e non le possono declamare? E quanti sono quelli cui piace recitare o dipingere e semplicemente fare animazione ecc? L’obiettivo è quindi dare a tanti giovani, oltre a un luogo di incontro, un centro dove poter fare. Se questo è un obiettivo immediato rivolto ai giovani è indubbio che la realizzazione di uno spazio autogestito contribuirà in modo importante a creare un clima di maggiore ascolto attivo in tutta la comunità di San Sebastiano al Vesuvio. Dovremmo, anche attraverso la politica di bilancio, accentuare la già “naturale” propensione di San Sebastiano al Vesuvio dando il giusto rilievo alla cultura della vicinanza e della prossimità. L’impegno è quello di affermare la cultura dei beni comuni, di salvaguardarli, di ampliarli e di garantire il reale esercizio di cittadinanza attiva. Bisogna ampliare i luoghi della partecipazione democratica anche attraverso incontri periodici e tematici con i cittadini. Mi sento impegnato in un percorso difficile ma entusiasmante, l’obiettivo è quello di mobilitare le coscienze nella convinzione che ciò non può avvenire senza una mobilitazione delle culture. Mi muove la fiducia che San Sebastiano possa essere un laboratorio della politica. Avviando pratiche innovative intorno a obiettivi concreti e ravvicinati, nel rispetto delle diversità politiche e nella giusta dialettica tra opposizione e maggioranza; si può realizzare, un incontro, una convergenza, che ci può vedere insieme per affermare i valori della convivenza civile e per migliorare la qualità di vita della nostra cittadina. Allora la politica di Bilancio diventa per noi centrale in quanto è l’unico strumento effettivo che dà il segno di dove vogliamo andare, di cosa vogliamo costruire. E’, infine, questa la ragione che mi vede seduto tra i banchi del Consiglio Comunale, è per questo, inoltre, credo che un’importante politica di investimento non può che essere fatta in cultura. Appunto investimento e non spesa, perché essa segnerà il nostro futuro e quello dei nostri figli. L’obiettivo è ambizioso, ma qui a San Sebastiano al Vesuvio, perseguibile, avviare un percorso che trasformi l’epoca delle passioni tristi in epoca delle passioni gioiose.
E in che direzione si muove il Comune perché si radichi nei cittadini una cultura della legalità?
Abbiamo posto da tempo come finalità primaria di gran parte delle attività dell’amministrazione i temi legati alla cultura dei beni comuni e abbiamo sviluppato e riteniamo di continuare la mobilitazione delle coscienze, la mobilitazione della cultura, la mobilitazione alla “prossimità”.
Quest’anno abbiamo progettato, insieme con la Provincia di Napoli (Delibera N. 493 del 20 luglio 2006) e con la Regione Campania (Decreto Dirigenziale N. 351 del 20 ottobre 2006) un’iniziativa denominata: “Il Vesuvio nel Mondo” inserita nell’ambito delle iniziative della Regione Campania: “Eventi in Campania”, attraverso la quale intendiamo mettere in primo piano il tema della legalità.
Ci parli nel dettaglio del programma di questa interessante iniziativa
“Il Vesuvio nel Mondo” sarà il momento più rappresentativo di tutta la progettazione sviluppata in questi ultimi anni.
Il programma include, per i giorni dal 25 al 30 settembre 2007, seminari, dibattiti e conferenze sul tema “cultura e legalità”.
Ci saranno concerti, incontri di poesia e musica, rappresentazioni teatrali e si attende la partecipazione di importanti personalità politiche e di rappresentanti del panorama culturale italiano.
Tra gli eventi da segnalare, ricordiamo la presentazione del libro di Michele Cennamo “Le masserie circumvesuviane”, l’illustrazione del progetto FOLIC, finanziato dal Programma Leonardo da Vinci della Comunità Europea, la tavola rotonda “Rinascita culturale e legalità”.
Il 25 settembre sarà inaugurata la “Cittadella della legalità” alla presenza del Presidente della regione Campania Antonio Bassolino, del Presidente della Provincia di Napoli Riccardo Di Palma e del sindaco di San Sebastiano al Vesuvio Giuseppe Capasso.
Sarà, inoltre, istituito il premio nazionale: “Per la cultura della legalità e per la sicurezza dei cittadini”, che ha ricevuto il patrocinio del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napoletano, che ha voluto caratterizzare la Sua presenza con l’assegnazione di tre medaglie, del Ministero della Pubblica Istruzione, del Ministero degli Interni, della Regione Campania, della Provincia di Napoli,
del Cardinale di Napoli Sua Eminenza Crescenzio Sepe, della Direzione Nazionale Antimafia.
In cosa consiste questo premio?
Le giornate dell’iniziativa saranno dedicate a premiare quanti hanno apportato contributi importanti per la diffusione della cultura della legalità e per la sicurezza dei cittadini.
Si prevede l’istituzione di un “Premio giovane cronista”, destinato ad un giovane cronista della Campania, particolarmente impegnato in servizi e/o inchieste sulla camorra, da una commissione di giornalisti cui faranno parte Carlo Verna (inviato speciale Tgr Campania, Segretario Nazionale dell’Usigrai, Consigliere Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti), Ottavio Lucarelli (Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania) e Gabriella Fancelli (giornalista del Tgr Campania).
Roberto Saviano, autore del libro“Gomorra”, sarà insignito del Premio letteratura.
Verranno premiati, per l’impegno profuso contro la delinquenza, i giudici Paolo Mancuso (DIA Regionale) e Pietro Grasso (DIA Nazionale).
Un particolare riconoscimento sarà, inoltre, dato ai familiari di Don Peppe Diana,ucciso dalla camorra a Casal di Principe Caserta, e al Prof. Paolo Casavola già Presidente Emerito della Corte Costituzionale.
I premi/riconoscimenti verranno assegnati nella serata di gala Domenica 30 settembre.
Qual è, in fine, a suo giudizio, il significato ed il valore degli impegni culturali promossi dal Comune di San Sebastiano al Vesuvio?
Credo che tutti insieme dobbiamo iniziare a disegnare la città del terzo millennio che, secondo me, non può che essere una città della cultura e dello spettacolo. Penso che un primo passo lo abbiamo già fatto nel corso dei primi mesi del 2007, quando il Consiglio Comunale ha attribuito la cittadinanza onoraria a personalità di prestigio nazionale e internazionale. Sono nostri concittadini il Cardinale di Napoli Monsignore Crescenzio Sepe e Shirin Ebadi, noto giurista iraniano, premio Nobel per la Pace 2003; Ala Al-Aswani, poeta egiziano il cui romanzo, “Palazzo Yacuobian” è, dopo il Corano, l’opera più letta nel mondo islamico; Il Presidente del Parlamento del Marocco Abdelwahad Radi; l’avvocato Gerardo Marotta, Presidente dell’Istituto Italiano Per gli Studi Filosfici. Altre donne e uomini del Mediterraneo saranno insigniti della cittadinanza onoraria di San Sebastiano al Vesuvio perchè nel compiere questo gesto, il Consiglio Comunale e la città si rivolge, in modo particolare, alle nuove generazioni. E’ ad esse che dobbiamo guardare con maggiore attenzione, C’è bisogno che l’Istituzione stimoli e sviluppi la partecipazione democratica. L’insegnamento di queste personalità di primo piano della cultura mondiale, la loro stessa vita è il portato di un impegno sociale, culturale e politico fondato sul valore della speranza di un futuro migliore – un sentimento che ci è caro, perché comporta fiducia verso il futuro, verso l’avvenire di quel mondo a cui abbiamo affidato la più autentica delle nostre fortune che sono i nostri figli, che sono i giovani.
In queste occasioni abbiamo favorito la partecipazione, soprattutto, dei giovani, che sono diventati protagonisti di questi eventi sperimentando, in questo modo, nuove forme di partecipazione e di aggregazione sociali.