INNO DI MAMELI E RADIO PADANIA.
Ricevimo e con grande piacere riportiamo il commento del sig. Ciccio

19 giugno 2010
Carissimi, avrete saputo della storia dell'inno di Mameli, dei festeggiamenti per l' Unità d'Italia e quella recente dell'esultazione di Radio Padania al segnare del gol paraguaiano contro la squadra italiana. Sono notizie inquietanti che fra qualche anno potrebbero sfociare in una situazione drammatica. Mi stupisce che ad alzare la posta sia il Veneto, una regione inizialmente povera, di recente avanzata ad un buon livello di industrializzazione e di ricchezza grazie all'imprenditorialità di molti suoi concittadini. Una regione tanto povera da essere stata negli anni 50' zona d'intervento della Cassa per il Mezzogiorno! Che ora fomenta l'odio contro i suoi connazionali.

La ribellione contro una Roma ladrona ed il suo Sud potrebbe essere giustificata dalla consolidata inerzia di un mezzogiorno tenacemente pigro e succhiatore di risorse, ma quello che sta succedendo è oltre ogni ragionevole reazione.
Già si profilano attriti Nord-Sud con incidenti giustamente taciuti dalla stampa. Per es., vi sarete accorti che nessuno mette l'indicazione della provincia di appartenenza sulla targa della propria auto per paura di un possibile vandalismi quando in trasferta "dall'altra parte".
Mi chiedo se l'istituzione di un partito come quello della Padania, dove il suo leader ha dichiarato apertamente che ne farebbe uso igienico della bandiera italiana, non avrebbe dovuto essere proibito e bollato come anti-italiano al suo nascere.
Purtroppo è un fatto che l'Italia sia stata per tempo dispersa in decine di reami, ducati, principati e che gli abitanti dello stivale stentano tuttora di trovarsi a far parte di una stessa Nazione. Ma neanche di far perlomeno parte di un'unità etnica e culturalmente omogenea?
Sfortunatamente è un processo che riguarda buona parte del mondo: si considerino le carneficine commesse di recente e che tuttora avvengono nelle lotte tra gruppi etnici. L'uomo, in nome di una raggiunta maturità, anziché accettare la presenza del vicino la respinge e talvolta l'annulla. Forse arriveremo all'istituzione di società condominiali!
Quello che è certo che l'ignoranza fa capolino in ogni angolo in tempi in cui l'analfabetismo dovrebbe essere considerato una partita chiusa..
un affettuoso abbraccio Ciccio