CEMENTO E CEMENTIFICAZIONE. Cronaca di una morte annunciata
Giorgio Richichi

 

Oggi che si e’ verificato il terremoto in Abruzzo tutti parlano col senno del poi del disastro imputando responsabilita’ a chi per ruolo,pagato, o per avere eseguito le opere non ha rispettato le regole.

Questa e’ l’ Italia,si parla sempre dopo che muoiono persone.

Perche’ allora ,io dico,non si e’ rispettato le leggi prime,perche’ prevenire e’ meglio che cu

rare o no?

Su questa affermazione ho seri dubbi o meglio ho dubbi che in Italia possa valere.

Se si preveniva…. Se si costruiva a regola d’arte tante vittime non c’erano oggi ad affollare

 i camposanti in Italia.

Questo non vale solo per l’Abruzzo o per il terremoto ,ma in tante altre cose quotidiane,tipo viabilita’ ,strutture ospedaliere e tant’altro.

Ora io lancio un allarme,che definirei “cronaca di una morte annunciata”, in Calabria come stanno le cose?

Quello che e’ succeso in Abruzzo che sia veramente il limite per una rinascita e una nuova strategia sui controlli e sullo stato dell’arte delle opere pubbliche e private.

Spero che da questo punto di partenza si possa ripartire con un controllo capillare delle costruzioni del nostro territorio,con la verifica delle opere fatte e la messa in sicurezza qualora ci fosse bisogno. E qui ci aggiungo che di bisogno c’e’ ne e’.

La nostra terra e tra le prime,se non la prima ,ad alto rischio sismico,idrogeologico, ed io credo che sia doveroso controllare per prevenire.

Noi gia’ il nostro prezzo all’evento terremoto lo abbiamo pagato,difatti se ben si ricorda dal 1908 ce ne sono stati di terromoti,alluvioni e frane .

Al mio paese si implora e si ringrazia la Madonna delle Grazie per averci tenuto illesi nel 1908.ma mi chiedo quanto questa amata Madonna o altre sparse per la Calabria ci puo’ tutelare dall’egoismo dell’uomo che per guadagnare si fa beffa  delle regole per costruire e non ha moralita’ davanti a niente per il dio  danaro?

Spero che da oggi la cronaca dei nostri giornali non sia occupata da notizie di  crimini,ma da denunce dei cittadini che si ribellano alla sottomissione culturale e dicano veramente come stanno le cose, che non aspettino il prossimo terremoto o la prossima alluvione e piangere le proprie vittime.