La rinascita della Calabria (Locride) deve
partire dai cittadini e non dai politici.
di Giorgio Richichi*
Difatti una delle linee guida che
l'associazione Bruno Richichi si e' data e' quella di non dare gli spazi che
creiamo come passarella per i politici. La molla culturale deve scattare per
volere dei semplici cittadini,residenti e non, e da chi anche non calabrese si
vuole accostare a noi per dare una mano a questo lembo di terra martoriato dai
media e dagli uomini.
La politica deve stare fuori,poiche' non crediamo che chi ha affossato la
calabria possa ora farla riemergerla,,ecco perche' non vogliamo il loro
coinvolgimento diretto nelle nostre manifestazioni culturali.
Siamo noi cittadini che ci dobbiamo muovere e non parteggiare per nessun
schieramento politico presente e futuro,ma dobbiamo prendere coscienza che la
nostra forza e' la nostra voce.
Solo facendo cultura possiamo smuovere le coscienze e dare libero sfogo alle
anime oppresse della nostra terra.
Parlando di emigrazione,coinvolgendo gli emigrati e anche il mondo intero in
questa discussione,potremmo trovare ascolto e magari aiuto.
Niente assistenzialismo ,ma solo presa di coscienza che solo il libero cittadino
comune puo' dare un fattivo contributo verso l'inversione di tendenza che oggi
soffoca la nostra amata terra.
Solo essendo in tanti e proseguendo un unico obbiettivo,semplice e
costituzionale,che e' il nostro diritto ad avere cio' che tutti gli altri
hanno,dalla sanita' ,alla ferrovia,all'aereoporto,alle scuole e a tante altre
cose.
Fare emergere il sommerso ,prendere coscienza che solo dicendo la verita' e non
chiudendosi nel difendere a spada tratta i nostri errori, e si ,solo cosi' si
puo' sperare in una rinascita per la nostra terra e per i nostri figli.
Bisogna fare un mea culpa e non scaricare agli altri l'annoso problema dei
disservi,bisogna avere il coraggio di parlare e protestare civilmente quando si
e' nella condizione di lamentarsi perche' q! ualcosa non funziona.
Bisogna avere il coraggio di rivolgersi al tribunale dei diritti del malato,alle
autorita' per denunciare i sopprusi,poiche' ogni soppruso e' una limitazione ai
nostri diritti.
Bisogna iniziare a dire che ci sono anche dei doveri da rispettare e rivendicari
i diritti che ad oggi non abbiamo.
Il diritto a vivere liberamente nella nostra terra,il diritto ad avere un
lavoro,ad esprimerci liberamente come in una democrazia che esiste.
*Presidente onorario dell'Associazione Culturale "Bruno Richichi"
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