Il sogno di un emigrato
di Giorgio Richichi

16 dicembre 2008
In una serata d'estate splendida, davanti alla cornice del mare jonio,  con una luna che rendeva il mare una cartolina, conversavo con l'amico Mimmo Agostini, in uno dei tanti confronti che hanno caratterizzato queste mie vacanze bovalinesi all'insegna di cultura e della rinascita della mia amata terra.

Spiegavo a Mimmo come da emigrato " affermato" potevo benissimo fare i fatti miei , e insistevo, a sua domanda, col dire che  sentivo dentro questo bisogno di ribellarmi alle regole per dare una mano alla mia terra natia e per dirgli grazie, poiché,  in fondo, sono nato qui e un grazie devevo dirlo.

Ma io non volevo farlo a parole ma con i fatti. Si i fatti, poiché tanti predicano bene e razzolano male.

E' da li che eè partita questa mia avventura alla riscoperta della cultura e della protesta civile,in quanto credo che i calabresi residenti non hanno il coraggio di parlare e gli emigrati vivono nel menefregrismo di chi dice. lontano da me dove prende , prende.

E si, io non volevo essere come gli altri che si tirano il fieno al proprio casolare,io sono e voglio essere sempre di più  diverso, voglio essere quello che al Liceo Scientifico di Bovalino facevo le battaglie per una condizione di studio migliore e voglio essere quello che ha il coraggio di protestare ed indurre magari qualcuno ad associarsi per unire le voci e alzare le voci civilmente nell'interesse della nostra terra.

Non ho interessi in Calabria se non quello di essere un calabrese che vorrebbe ritornare a casa un giorno e dire: qualcosa e' cambiato.

Qualcosa e' cambiato per i nostri figli,l'emigrazione si e' rallentata,i migliori cervelli rimangano in Calabria a contribuire alla rinascita e non prestino le loro opere per altre regioni o stati che ci criticano e che ci identificano come "terroni" per non usare un altro aggettivo.

Quelli che vivono nella nebbia, nella neve, nella savana padana o altro,quelli che vivono in una condizione ambientale che non gli appartiene o meglio la accettano e la subiscono, non e' semplice l'emigrazione..........

Questo è il mio sogno o meglio la mia presunzione, che ad oggi non ha sortito chissà quale effetto ma almeno mi ha fatto trovare altri  amici come Mimmo,  Alberto, Pietro, Franco e altri che la pensano come me.

Grazie Mimmo e tutti voi  per il coraggio che mi hai dato e la speranza che mi hai fatto accrescere per questa nobile causa ricordandomi che mio padre era come me. Buon Natale