
"La protesta pacifica, benché spesso
sviata da inammissibili violenze, di tanti cittadini nelle strade delle nostre
capitali è una spia di malessere che le democrazie non possono ignorare". Lo
afferma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in
occasione della presentazione al Quirinale degli auguri del Corpo diplomatico.
GASPARRI: ARRESTI PREVENTIVI
Ieri il Daspo, oggi l'arresto preventivo. Le forze di governo, dopo gli
scontri della scorsa settimana a Roma, vogliono giocare d'anticipo. E annunciano
giri di vite, mentre il presidente del Senato Schifani rivolge
agli studenti, che si preparano a scendere di nuovo in piazza il 22 in
concomitanza con lo sprint finale della riforma universitaria, un appello
affinché protestino "con compostezza e nel rispetto delle regole". "Invece delle
sciocchezze che vanno dicendo i vari Cascini e Palamara, qui ci vuole un Sette
aprile" ha detto il capogruppo del Pdl al Senato evocando quel giorno del 1979
in cui furono arrestati tanti capi dell'estrema sinistra collusi con il
terrorismo. " Qui serve - ha spiegato - una vasta e decisa azione preventiva. Si
sa chi c'é dietro la violenza scoppiata a Roma. La sinistra, per coprire i
violenti, ha mentito parlando di infiltrati. Bugie. Per non far vivere
all'Italia nuove stagioni di terrore occorre agire con immediatezza".
Affermazioni che, come prevedibile, hanno rinfocolato le polemiche già sollevate
ieri dalla proposta di estendere il Daspo anche alle manifestazioni di piazza.
La dichiarazione di Gasparri viene letta al Viminale come una «provocazione che
serve a eccitare gli animi in un momento già molto delicato». Una presa di
posizione che rischia di far fallire definitivamente i già difficili tentativi
di avviare un dialogo con l'ala più estrema degli studenti pronti alla protesta.
Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha convocato per oggi
pomeriggio una riunione con il capo della polizia e con gli addetti ai servizi
di ordine pubblico per mettere a punto un piano di prevenzione in vista delle
manifestazioni che cominceranno domani in tutta Italia e confluiranno nel corteo
previsto per mercoledì a Roma, quando nell'Aula di palazzo Madama è previsto il
voto definitivo sul disegno di legge. Il questore Francesco Tagliente ha
confermato la scelta di ripristinare la «zona rossa» per il controllo dei
palazzi delle istituzioni, aggiungendo i «nuclei mobili» per monitorare le altre
aree nel tentativo di bloccare eventuali assalti di gruppi sparsi per la città.
Ma le strutture investigative e di prevenzione cercano anche una mediazione con
chi scenderà in piazza, con un mandato specifico che lo stesso Tagliente ha
affidato al dirigente della Digos.
SI AUTODENUNCIA PICCHIATORE CON IL CASCO
Si chiama Manuel De Santis e ha 20 anni il ragazzo che ha colpito con un
casco alla testa Cristiano, il quindicenne ricoverato dal 14 dicembre scorso
all'ospedale San Giovanni di Roma, per una frattura nasale scomposta. Il giovane
ha scritto alla Procura di Roma assumendosi la responsabilità dell'episodio e ha
chiesto, con la famiglia, di incontrare privatamente Cristiano e i suoi
familiari. Il reato ipotizzato a carico del ventenne è di lesioni gravi
volontarie gravi. La Procura ha acquisito anche il video comparso su Youtube nei
giorni scorsi relativo all'aggressione.
"Adempiendo ad un dovere morale ed al fine di appagare le giuste richieste della
famiglia di Cristiano - si legge in un comunicato divulgato dalla famiglia di
Manuel - ferito durante la manifestazione del 14 dicembre, il ventenne Manuel De
Santis ha presentato sabato scorso alla Procura della Repubblica di Roma a mezzo
dei suoi avvocati, una dichiarazione nella quale si assumeva la responsabilità
dell'accaduto. I genitori di Manuel e lo stesso ragazzo, partecipi della
preoccupazione della famiglia di Cristiano, chiedono di potersi incontrare
privatamente con gli stessi".
