Il pallone ha sempre fame, di soldi, di visibilità, di
passione. S'illude che lo spettacolo debba sempre continuare, anche se gli
attori sono sporchi, se il risultato è taroccato. Che fare allora? Fermare i
campionati? Troppo difficile. Molto più facile e naturale sarebbe
che Sky facesse come dice (e che i suoi concorrenti facessero altrettanto):
lo spettacolo non è all'altezza? Chi lo paga smette di farlo. E il calcio
italiano che, molto più degli omologhi stranieri, si è adagiato sul divano,
dipendendo alla grande dai diritti Tv si troverebbe in men che non si dica
seduto per terra. Idem dicasi per gli sponsor. Si smarchino: in un mercato
sano un cattivo testimonial è un cattivo affare.
Ma perché la minaccia abbia seguito, senza che questo si porti dietro
una sollevazione popolare, e senza che ingrassino i concorrenti delle Tv
virtuose, bisognerebbe che prima o contestualmente si ribellassero i tifosi
non, come fanno, contro stampa e magistratura colpevoli di ficcanasare,
ma contro chi ruba loro, ammannendo al pubblico partite truccate,
non solo i soldi del biglietto e dell'abbonamento Tv, ma quel che è
peggio i sentimenti. Il tifo, in fondo, è una forma d'amore, ma se l'amore
non è malato pretende reciproca fedeltà. E qui invece da troppo tempo
qualcuno ha tradito.
Passi una volta, (scommesse anni 80): l'amore è cieco. Passi, già meno,
la seconda (calciopoli): l'amore è sempre cieco però farsi tradire due volte
non fa onore. La terza volta non può passare: alla terza volta delle due
l'una o l'amore: è fesso o è complice. Possibile che per ribellarsi
serva una sentenza penale e la costituzione di una parte civile?
Non può la gente civile, prima che la giustizia finisca il suo corso,
alzarsi e andare a divertirsi altrove. Per divorziare dal pallone, in
fondo, non c'è neppure bisogno di pagare l'avvocato. E sacri vincoli da
onorare non ce ne sono.
Ps. Tanto per chiarire la situazione,
come ha ben ricostruito il Sole 24 Ore in chiusura di Serie A:
i ricavi derivati dalla Tv nell'ultimo campionato ammontano al 57%, 5% in
più dell'anno precedente. Valgono 800 milioni di euro netti. Mentre
calano le vendite dei biglietti per lo stadio, che valgono solo il 12% del
totale.