C’è
un invio di lettere a stretto giro di posta dietro il programma del Governo
di emergenza nazionale guidato da Mario Monti, che ha
ricevuto formalmente l’incarico dal capo dello Stato Napolitano. "L'Italia
si riscatti", ha detto il presidente del Consiglio incaricato. "Mi accingo a
questo compito con profondo rispetto nei confronti del Parlamento e nei
confronti delle forze politiche. Opererò per valorizzarne l'impegno comune
per uscire presto da una situazione che presenta aspetti di emergenza ma che
l'Italia può superare con lo sforzo comune". L'unico riferimento
programmatico è stato quando ha spiegato di voler impegnarsi "a risanare la
situazione finanziaria, a riprendere il cammino della crescita in un quadro
di accresciuta attenzione all'equità sociale". Perché, ha aggiunto, "lo
dobbiamo ai nostri figli, dobbiamo dare loro un futuro concreto di dignità
e di speranza".
Per capire quale sarà il programma di Monti e del suo governo oltre queste
dichiarazioni, almeno nelle sue linee guida, bisogna appunto tenere conto
della lettera della Bce inviata al Governo Berlusconi, di quella del
Cavaliere indirizzata all’Unione europea e le osservazioni sulla missiva
italiana del commissario europeo Olli Rehn, che chiedeva spiegazioni e
dettagli in 39 punti. Sulla base di queste lettere vi sarà innanzitutto un
decreto di emergenza per mettere in sicurezza i conti pubblici, minacciati
dalla speculazione internazionale, con misure in grado di rassicurare i
mercati (i quali hanno già abbassato i fucili, venerdì scorso, dopo
l'annuncio della staffetta a Palazzo Chigi, come dimostra la discesa dello
spread sotto i cinquecento punti).
Non si esclude una nuova manovra per garantire il pareggi di
bilancio nel 2013. E’ molto probabile che Monti cancellerà o
ridurrà gradualmente le pensioni di anzianità, reintrodurrà un’imposta sulla
prima casa, istituirà una patrimoniale per i ceti più abbienti e attuerà un
vasto programma di liberalizzazioni, privatizzazioni e dismissioni. Viste le
sue prime dichiarazioni non è difficile ipotizzare che potrebbero
essere tagliati anche molti costi della politica, a cominciare da molti
privilegi dei parlamentari. Si parla di “spending review”, ovvero di
rivisitazione dei costi e di sburocratizzazione della pubblica
amministrazione. Il secondo punto della strategia Monti è quella di attuare
una serie di interventi per far crescere il Paese e liberarlo dalla palude
in cui si trova, avviandolo alla ripresa. E’ per questo che i primi
interlocutori di Monti, dopo Napolitano, sono stati Mario Draghi, il
governatore della Bce e Ignazio Visco, al timone di Bankitalia da poche
settimane.
C'è grande attesa su come si muoverà Monti sul fronte del mercato
del lavoro e dell’articolo 18. C’è chi sostiene che proporrà un
“contratto unico” sul modello presentato dal giuslavorista Pietro Ichino. Ma
c’è anche chi prevede sgravi fiscali e contributivi per il mercato del
lavoro giovanile, in modo da uscire dalla situazione drammatica in cui ci
troviamo. (Nella foto: Mario Monti e signora questa mattina a Messa
nella chiesa romana di Sant' Ivo. Per i frati di Assisi "è un bel segnale".