Famiglia Cristiana 15 ottobre 2011
A
Roma la voce degli indegni ha soffocato quella degli indignati Una minoranza di
violenti, poche centinaia di persone, ha fatto degenerare e ha rovinato la
giornata di mobilitazione
indetta dal movimento globale che rivendica “diritti e politiche sociali a
sostegno dei giovani, dell'occupazione e del Welfare”. La manifestazione romana,
che ha richiamato da tutta Italia una folla imponente, superiore alle 100 mila
persone, è stata infiltrata da gruppi di violenti che fin dalle prime fasi del
corteo ha creato il caos.
Automobili e cassonetti del'immondizia sono stati incendiati, ci sono
stati assalti e saccheggi ai danni di banche, supermercati, negozi e anche ad
alcuni sedi istituzionali decentrate. Sono state lanciate bombe carta
ed è stato aggredito anche un operatore di Sky. Mentre la Roma dei palazzi della
politica è rimasta blindata e inaccessibile, piazza San Giovanni, meta finale
della manifestazione, è stata trasformata per ore in un campo di battaglia con
cariche dei mezzi blindati della polizia, lanci di lacrimogeni, sassaiole, getti
di idranti, scontri diretti fra i manifestanti e i rappresentanti delle forze
dell'ordine. Ci sono stati diversi feriti da entrambe le parti: un giovane
avrebbe perso due dita a causa dell'esplosione di un petardo, mentre un
poliziotto si è fratturato una gamba.
Un mezzo blindato dei Carabinieri, rimasto isolato nel centro della
piazza, precipitosamenhte abbandonato dai suoi occupanti, è stato assalito e
incendiato. In sessant'anni di storia repubblicana piazza San Giovanni,
teatro di grandi manifestazioni politiche e sindacali e del grande concerto del
Primo Maggio, forse non aveva mai vissuto scene simili di violenza e di terrore.
Molte persone, rimaste senza una via di fuga, sono state accolte nei giardini
del Vicariato. La guerriglia urbana si è scatenata quando ancora decine di
migliaia sfilavano pacificamente nelle strade di una Roma assolata che aveva
accolto con simpatia la folla degli indignati.
Invano alcuni giovani con la bandiera della pace e le mani alzate hanno
cercato di riportare la calma ed isolare i violenti. Fino al momento in cui
scriviamo Roma sembra essere l'unica città del mondo dove la marcia
degli indignati è stata segnata dalla violenza. La grande giornata di
mobilitazione globale aveva in programma quasi un migliaio di cortei in 82 Paesi
del mondo. In mattinata Mario Draghi, il governatore uscente della Banca
d'Italia, aveva dichiarato da Parigi, dove si trova per una riunione del G20,
che i “giovani hanno ragione a essere indignati”. Ma oggi a Roma le loro ragioni
sono state soffocate dai violenti, anche se molti si stanno chiedendo perché le
frange violente non sono state isolate fin dall'inizio del corteo.