IL RITORNO DEI "DICO"
NEL VUOTO ASSOLUTO DI PROPOSTE PER LE FAMIGLIE
SUL
PASTICCIO ROTONDI-BRUNETTA
SOFFIA IL "VENTO RADICALE"
Per il
presidente del Forum delle famiglie, Giacobbe: «È davvero singolare che
l'iniziativa di Rotondi arrivi all'indomani del nuovo appello di
Benedetto XVI che invita a dire no a ogni forma diversa dalla famiglia».
Il "cattolico" ministro Rotondi non riesce a dire una sola parola sulla totale mancanza di provvedimenti a favore delle famiglie nella Finanziaria, ma trova il tempo di rilanciare l’idea di una legge sulle coppie di fatto, comprese le unioni omosessuali. Ha annunciato che ne sta discutendo con il collega Brunetta, il cui tempo libero dalla caccia ai fannulloni nella Pubblica amministrazione lo dedica a una battaglia che tanto stava a cuore al precedente Governo.
La questione dei Dico o Pacs non è nel programma dell’attuale Governo. Berlusconi l’ha più volte ripetuto. Eppure, spunta nella proposta di due suoi ministri. Davvero strano questo modo di procedere: se un provvedimento non piace alla Lega o a parte di An (vedi il voto amministrativo agli extracomunitari), lo si liquida perché non fa parte del programma, anche se favorirebbe l’integrazione e la sicurezza.
Se, invece, un’idea non c’è davvero nel programma di Governo, ma può sollecitare uno spostamento di voto, allora se ne comincia a discutere. Il pasticcio Brunetta-Rotondi sulle coppie di fatto, sollecitato dal "vento radicale" che soffia anche nella Casa della Libertà in vista delle Europee (grazie, forse, a Capezzone, portavoce del Pdl), fa passare in secondo piano il vuoto assoluto di provvedimenti a favore delle famiglie dell’attuale Governo.
Sul quoziente familiare ha messo una pietra tombale il ministro dell’economia Giulio Tremonti che, in un’intervista, ha detto qualcosa di stupefacente: poiché la legislatura durerà cinque anni, la priorità è il risanamento dei conti pubblici e la salvaguardia del risparmio delle famiglie.
Spiegato con altre parole, significa che Tremonti si preoccupa più dei forzieri (cioè le banche) che del potere d’acquisto dei risparmi. È evidente, però, che se le famiglie continueranno a essere punite dal fisco, anche i risparmi messi da parte con tanti sacrifici spariranno in breve tempo.
Che ne dice il "cattolico" Rotondi? Forse, ha deciso di rivestire i panni del "cattolico adulto" smessi da Prodi? Eppure, anche lui, insieme con molti esponenti del suo partito, aveva sottoscritto la petizione del Forum delle Famiglie per "un sistema fiscale amico delle famiglie". La petizione era stata consegnata, con oltre un milione di firme, a Napolitano, e dal Quirinale trasmessa poi al Parlamento con una lettera del Presidente che sollecitava le Camere a occuparsene.
Finora, però, il Governo non ha dato neanche un piccolo segnale in questa direzione (che fine ha fatto il "bonus bebè", che pur era poca cosa?). Ma neppure l’opposizione sa indicare proposte forti e concrete.
Di fonte all’aumento vertiginoso di pane, pasta, latte... perché non proporre un disegno di legge per calmierizzare i prezzi, una specie di "prezzo politico" per beni di prima necessità? Si può restare impotenti di fronte agli intralci burocratici e alla lunga filiera che, dal produttore al consumatore, fa schizzare i prezzi alle stelle? Eppure, abbiamo anche un ministro per la semplificazione! Ma di che cosa?
Quello cui stiamo assistendo, invece, è una situazione sempre più insostenibile per le famiglie. Il taglio di un terzo dei fondi per le politiche sociali dal Governo alle Regioni (circa 300 milioni) mette a rischio i servizi essenziali per le fasce più deboli della popolazione. E colpirà duramente le famiglie. Il popolo del Family Day attende ancora che si apra il confronto con il Governo. Finora, però, tutto tace. Ma la pazienza delle famiglie italiane potrebbe, um giorno finire.