Alla fiera dei luoghi comuni
29 ottobre 2010
I luoghi comuni sono come la calcina per le case: se vuoi che i mattoni stiano
assieme devi spalmarli come il burro su un tramezzino. Apriamo un giornale o una
tv a caso e guardiamo cosa passa la cucina dei luoghi comuni. C'è sempre un
Napolitano a doppia temperatura: "Gelo di Napolitano", "Napolitano (riscaldato)
stringe la mano al nuovo ministro Romani". A che si deve questo mutamento di
temperatura del nostro presidente? I media non lo spiegano, non per ragioni
politiche ma di tira a campare: dato che la politica italiana è sempre la
stessa, fatta di retroscena e di conflitti di interessi che tutti conoscono ma
che nessuno risolve, meglio darli per noti e tirare avanti a masticare gomma.
E così ogni giorno c'è un "piano di rilancio dell'industria", una
"disoccupazione giovanile che sale" e "gli uomini della P3" che per altri è "la
bufala della P3". Poi quello che ci vuole di orgasmo consumistico: "Ken Follet
ha venduto cinquantasei milioni di copie", "la Coca-Cola senza zucchero è la più
venduta negli Usa", "è uscito il sesto libro di Giampaolo Pansa sul sangue dei
vinti che non dimenticano".
Ci sono anche le imprevedibili sciagure naturali che però si ripetono
regolarmente ogni anno negli stessi luoghi, dalla Costiera amalfitana al nord
Milano, dove imperversa un fiumiciattolo di nome Seveso, piccolo, ma, se gli va,
furibondo. E trattandosi di Milano non può mancare la scoperta di versi inediti
di Alda Merini, poetessa proletaria. La casa di Montecarlo fa storia a sé. Mai
un edificio che non sia il Colosseo è stato nominato e fotografato con maggior
frequenza.
La metà dei media, per via del fatto accertato che le donne hanno più tempo
degli uomini per leggere, è riempito di argomenti cosiddetti femminili perché
sono di evasione, spesso stranoti e insulsi, ma che ripetuti per la millesima
volta tengono compagnia, come la cura dei malesseri che vanno e vengono per
conto loro, la confezione delle marmellate che tutti conoscono dato che si
tratta dell'operazione non ardita o complessa di far cuocere assieme frutta e
zucchero. Temi che essendo di per sé corroboranti possono accompagnarsi bene ai
consigli sul sesso, ai cento modi cinesi di fare l'amore e nei casi più arditi
del sesso con gli animali. ![]()
C'è poi quell'argomento senza fine che sono i cantanti, dal cupo Battiato alla
misteriosa Mina, molto invidiata perché ha la residenza in Svizzera e che, come
se non le bastassero le canzoni, tiene anche una rubrica settimanale sulla
"Stampa" di sociologia varia e un po' ermetica. Molto spazio, si diceva, viene
riservato alla cura dei malesseri incurabili o quasi, che consiste nell'indicare
lenimenti e guarigioni impossibili o elementari, come la moderazione nel cibo o
nel sesso, che per miliardi di uomini hanno altri nomi come la miseria o la
fame.
Molto curate, si capisce, le rubriche sull'astrologia e sugli oroscopi, la cui
bontà è garantita dal fatto indiscutibile che sono vecchi come l'umanità,
popolarissimi proprio perché fuori da ogni conferma logica e statistica. Ai
lettori maschi sono dedicate le pagine dello sport, che per gli italiani è il
calcio, dove il vaniloquio non solo è permesso, ma richiesto e illuminato perché
di qualsiasi giocatore o partita o allenatore si può dire tutto e il suo
contrario, inventando amori e odi, congiure o condanne, vizi e virtù che non
hanno alcun riscontro nella realtà, pur di continuare l'etica fasulla di guerre
immaginarie, di gloriose battaglie con una palla di cuoio che se ne va dove
vuole a ogni soffio di vento.