Mobilitazione per Sakineh Ashtiani, silenzio per Teresa Lewis. Ma se i nostri pensieri non fossero torbidi dovremmo dire che non si deve ammazzare nessuno, neppure in modo indolore
(03 ottobre 2010)
.
Da pochi giorni,
in Virginia, Teresa
Lewis è stata uccisa
con una iniezione letale, e nessuno è andato in prigione perché questa signora
era stata legittimamente condannata a morte. Aveva tentato di ammazzare marito e
figlio adottivo, e lo aveva fatto senza permesso. Coloro che l'hanno uccisa lo
hanno invece fatto col consenso delle autorità. Per cui bisognerebbe riformulare
il quinto comandamento come "Non ammazzare senza permesso". In fondo da secoli
benediciamo le bandiere dei soldati che, inviati alla guerra, hanno licenza di
uccidere, come James Bond.
Ora pare che Ahmadinejad,
il quale sta per far lapidare una donna (se non l'avrà già fatto quando
leggerete questa bustina) abbia reagito agli appelli, arrivati dall'Occidente,
dicendo: "Vi lamentate perché noi vogliamo ammazzare legalmente una donna
iraniana, mentre ammazzate legalmente una donna americana"?
Naturalmente gli è stato obiettato che la donna americana aveva cercato di
uccidere suo marito, mentre l'iraniana lo ha solo cornificato. E che l'americana
è stata uccisa in modo indolore, mentre l'iraniana sarebbe uccisa in modo
dolorosissimo. Però una risposta del genere verrebbe a sottintendere due cose:
che è giusto ammazzare un'assassina mentre per un'adultera basterebbe una
separazione legale senza alimenti; e che si può ammazzare secondo la legge
purché in modo poco doloroso. Mentre quello che si dovrebbe invece sostenere, se
i nostri pensieri non fossero torbidi, è che non si deve ammazzare neppure
un'assassina, e non si deve ammazzare neppure per legge e neppure se
l'esecuzione è poco dolorosa, persino se avvenisse iniettando una droga che
procura uno sballo delizioso.
Come reagire se paesi poco democratici chiedono a noi cittadini di paesi
democratici di non occuparci delle pene di morte loro visto che abbiamo le pene
di morte nostre?
La situazione è molto imbarazzante e mi piacerebbe anzi sapere se il numero
degli occidentali, tra cui addirittura una first lady francese, che hanno
protestato contro la pena
di morte iraniana
hanno anche protestato contro la pena di morte americana. A naso direi di no,
perché di condanne a morte negli Stati Uniti, per non dire della Cina, ce ne
sono moltissime e ci abbiamo fatto il callo, mentre è naturale che l'idea di una
donna massacrata a colpi di pietra faccia più effetto. Mi rendo conto che quando
mi hanno chiesto di dare una firma per impedire la lapidazione dell'iraniana
l'ho subito fatto, ma mi era sfuggito che nel frattempo stavano ammazzando una
virginiana.
Avremmo ugualmente protestato se la donna iraniana fosse stata condannata a una
pacifica iniezione letale? Ci indigniamo per la lapidazione o per la morte
inflitta a chi non ha violato il quinto bensì solo il sesto comandamento? Non
so, è che le nostre reazioni sono sovente istintive e irrazionali.
In agosto era apparso su Internet un sito dove si insegnavano vari modi per
cucinare un gatto. Scherzo o cosa seria che fosse, tutti gli animalisti del
mondo erano insorti. Io sono un devoto del gatto (uno dei pochi esseri viventi
che non si lascia sfruttare dal proprio padrone ma al contrario lo sfrutta con
cinismo olimpico, e la cui affezione alla casa prefigura una forma di
patriottismo) e pertanto rifuggirei con orrore da uno stufato di gatto. Però
trovo egualmente grazioso, anche se forse meno intelligente, il coniglio, eppure
lo mangio senza riserve mentali.
Mi scandalizzo vedendo le case cinesi dove i cani girano in libertà, magari
giocando coi bambini, e tutti sanno che saranno mangiati a fine anno, ma nelle
nostre fattorie si aggirano i maiali, che mi dicono siano animali
intelligentissimi, e nessuno si preoccupa che ne debbano nascere prosciutti.
Che cosa ci induce a giudicare certi animali immangiabili, altri protetti da una
loro caratteristica quasi antropomorfa, e altri mangiabilissimi, come i
vitellini di latte e gli agnellini che pure da vivi ci ispirano tanta tenerezza?
Siamo veramente (noi) animali stranissimi, capaci di grandi amori e spaventosi
cinismi, pronti a proteggere un pesciolino rosso e a far bollire viva
un'aragosta, a schiacciare senza rimorsi un millepiedi ma a giudicare barbara
l'uccisione di una farfalla. Così usiamo due pesi e due misure per due condanne
a morte, ovvero ci scandalizziamo per una e facciamo finta di non sapere
dell'altra.
Certe volte si è tentati di dar ragione a Cioran, e ritenere che la creazione,
sfuggita dalle mani di Dio, sia dipesa da un Demiurgo maldestro e pasticcione,
forse un poco alcolizzato, che si era messo al lavoro con idee molto confuse.