Lettera aperta al segretario regionale dell'UDC Mario Mazza

 

    L’UDC ci ha chiamati a discutere su “Infrastrutture. Una priorità per il turismo e lo sviluppo del territorio".  Mario Mazza vice segretario regionale del partito e sindaco di Gioiosa Jonica, dopo una analisi politica chiara e sincera,  ha  rilanciato con forza l’idea dell'infrastruttura essenziale, unica; l’autostrada Reggio Calabria-Taranto e la piena funzionalità del porto di Roccella Jonica, lasciando alla saggezza dei sindaci l'intesa sinergica di raccordo delle opere strutturali per ricreare lo splendore della Magna Grecia. Molti dei  "capelli bianchi" brizzolati, quelli senza storia ed altri senza memoria gli hanno cantato  la Bovalino-Bagnara, la costruzione di duemila e passa posti letto, i porti di Locri, Bovalino, Bianco, Siderno, Monasterace, Brancaleone, la costruzione di un lungomare da Monasterace a Palizzi utile per la costruzione di alberghi, camping, bar, pub, pizzarie, discoteche.

 

Ma di quale Locride si vuole parlare senza l'autostrada.

 

BOVALINO BAGNARA o viceversa. Ovvero,  traforo dello Zillastro.

Correva l’anno 1973. Nel salone di ricevimenti dell’Hotel Orsa Sud attuale sede della Comunità Montana “Aspromonte Orientale” (a Bovalino c’erano 3 importanti alberghi, dico TRE. Oggi ne annoveriamo solo uno, l’Hotel Villa Afrodite) il Centro Studi  “Brutium” presidente l’ingegnere Pippo Cataldo, organizza un convegno per presentare un progetto, ideato da un ingegnere reggino, già famoso in tutt’Italia: Antonino Brath.

La locandina su carta colorata verde e stampa in nero,  sollecita la cittadinanza ad intervenire per essere informati di un progetto unico, fantastico, avveniristico: il traforo dell’Aspromonte Orientale per congiungere Bovalino a Bagnara Calabra. Un progetto per perforare lo Zillastro e far sì che la Jonica riesca a congiungersi con il Tirreno e quindi con l’autostrada più brutta del mondo: l’A2 Salerno-Reggio Calabria,  per favorire il turista, che già conosceva il nostro Jonio,  di giungere con facilità, sulle coste più belle e  fascinose del mondo: la conca Glauca bovalinese e la Locride.

La memoria si ferma ad alcune immagini dei presenti, ma certamente a quell’incontro non c’era Mario Diano, troppo giovane, attuale presidente della Jonica Holliday e promotore di un comitato per la “salute della Locride”, non c’eri nemmeno tu, carissimo Mario. Studiavi al liceo di Locri. Non ci potevano essere i tanti validi giovani sindaci ed amministratori di oggi, presenti al Convegno dell’UDC. C’era Mario Tassone, giovane esponente della Democrazia Cristiana regionale e tante persone intellettuali, professionisti, artiogiani, commercianti e semplici cittadini: mio padre, democristiano, primo dei non eletti nella consultazione elettorale del 1972 nella lista della Democrazia Cristiana, già maresciallo della Benemerita e comandante dei Vigili Urbani di Bovalino, Roberto Papalia fresco di nomina nelle FF.SS., Francesco Zappavigna(attuale sindaco di Bovalino), giovane iscritto del PRI,  Tommaso Mittiga (ex sindaco della cittadina jonica, a quel tempo, eletto per la prima volta consigliere comunale nella lista della DC), ingegneri e geometri della Locride enumerosi rappresentanti politico-amministrativi rappresentativi del territorio

Antonino Brath presentò il suo progetto: da Bovalino a Bagnara in mezz’ora. Non un sogno, una realtà. Sul tavolo della presidenza il progetto che tutti potevano vedere e l’offerta, gratuita, ai politici ed agli amministratori, del progetto stesso. Un pazzo? Un paranormale? Un alieno? Antonino Brath è solo un grande ingegnere. Ha pensato ad una infrastruttura per movimentare economia e cultura nella Locride e offre il suo lavoro a chi dovrebbe avere il cervello e la volontà di concretizzarlo.

Correva l’anno 1973.

 

23 novembre 2008. Siderno. Una delle sale congressuali del Grand’Hotel President; una struttura alberghiera d’avanguardia. Quanta acqua è passata sotto i ponti. Quanti progetti sono stati proposti e messi in essere. Uno per tutti: la trasversale Ionio-Tirreno da Marina di Gioiosa Jonica a Rosarno (altro che traforo dello Zillastro!). Su questa infrastruttura sono "cresciute" Gioiosa Jonica, Martone, Grotteria, Marina di Gioiosa Jonica, Siderno e Roccella (Alberghi, pub, bar, pizzerie, paninoteche, negozi, ristoranti, edilizia ... Dopo 25 anni, si scatenano tutti: convegni, comizi,  promesse. Di tutto, tanto! Una voragine, un fungo atomico di “cose” spessissimo incompiute e quindi inutilizzate,  per imbavagliare la povera gente, sempre oppressa dal “bisogno”, che pure negli anni ’60 aveva conosciuto ed assaporato  il turismo di massa.

Era la  stessa gente “mafiosa”, ’’ndranghitista”, “meridionale di Reggio Calabria” che godeva dei benefici del turismo, mentre Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia, Crotone e la stessa Reggio Calabria si strumentavano per crescere, rafforzarsi, “contare” e, in sintonia, consentire che il Nord (covava la Lega) si rafforzasse sempre più, assorbisse le risorse destinate alla provincia di Reggio Calabria,  alla quale il potere concedeva la possibilità di “assumere manovali e dirigenti”, utili alla politica calabrese perché potesse  “mantenersi” e consolidare attraverso il nepotismo, le posizioni raggiunte. Ai reggini il miraggio del V centro siderurgico, alle altre province la sede regionale e l’auto…strada progettata per il “Pollino” e Cosenza ma che alla fine ha consentito ai turisti che non volevano attraversare il pericolosissimo tratto del “Pollino”, di “scoprire” Maratea, Praia a Mare, Diamante, Scalea, Amantea e,a  chi si avventurava, specialmente d’inverno,  per la normale A/2, Pizzo, Palmi, Bagnara, Scilla e, naturalmente, la Sicilia (da Villa S. Giovanni e non da Reggio Calabria!).

 

Caro sindaco, carissimo segretario regionale dell’UDC

 

Sei stato il solo, a dire chiaro e tondo che il problema principale è l’autostrada che dovrà congiungere  Reggio a Taranto e quindi a Catanzaro e Lamezia Terme. Su quest’opera, caro Mario, come hai ben detto,   e non sulle chiacchiere di “cose” pur fascinose, che si deve avere il coraggio di lottare perché si tratta del futuro della Locride, dei nostri figli. La politica dei veri calabresi che ci rappresentano nelle istituzioni deve lottare perché quest'opera si faccia. Tutti i sindaci debbono lavorare insieme per armonizzare tutte quelle altre opere necessarie perché il "matrimonio" sia portatore di felicità e prosperità.

A che gioco continuano a giocare i mestieranti della politica.  Cosa raccontano i vocalist dei politici fortunati, sfortunati, cancellati e sostituiti con altri di altre regioni, della jonica? Cosa “cantano” i mass media nazionali e quelli, ahimè!  “locali”. E’ possibile che da mane a sera continuano a copiarsi ed a fare passerelle umiliando la gente che fa fatica a vivere?  Che senso ha, per tornare al concreto, continuare a parlare di comitato dei 42 sindaci della Locride se poi salta un altro comitato, quello del Distretto Sud, con un altro presidente, un'altra giunta? Cosa devono programmare questi comitati? Fare progetti? Quali? 80 chilometri di lungomare, nuovi alberghi per 2600 posti letto, agriturismi, strade per congiungere mare e monti, ponti, palazzetti dello sport, della cultura, dell’archeologia, dei beni culturali …. Per chi? Per centoquarantamila abitanti? E, di grazia, cosa produrranno tutte queste belle strutture in assenza dell'autostrada? Inutile parlare di ammodernamento della SS 106. La famigerata SS 106 si è bloccata a Palizzi! e, a meno di catastrofismi, si bloccherà a Siderno. Da Palizzi a Melito è una passeggiata. Da Melito a Reggio Calabria c'è il doppio binario! E da Palizzi a Locri? Un Tribunale, due grandi caserme dei Carabinieri e il 30% della forza lavoro disoccupata. Caro Mario Mazza, carissima UDC, è questa la strada per salvare la Locride. Continuate a parlare con la gente, raccogliete idee, e continuate a sostenere con forza e vigore che è la strada, la strada, la strada che  movimenta il turismo. La strada, la ferrovia, il porto di Roccella che  favoriranno lo sviluppo e innescheranno i processi perché la Locride possa avere, finalmente,  il giusto sviluppo economico, sociale e culturale. Grazie a Mario Tassone che consideriamo locrideo e magnogreco, grazie all'onorevole Occhiuto, grazie ai rappresentanti regionali e provinciali presenti e grazie affettuosamente a te che continui a credere che la buona polica e la bujona amministrazione della cosa pubblica creano benessere e rendono l'uomo più liberfo e consapevole del proprio ruolo nella società. Mimmo Agostini.