Da Famiglia Cristiana m° 44 dell'1.11.2009
DOPO PRIMARIE E CASO MARRAZZO: LE SCELTE DEL NUOVO SEGRETARIO BERSANI
E
ADESSO IL PD È AL BIVIO
TRA CENTRO E SINISTRA
Pier
Luigi Bersani, il nuovo segretario del Partito democratico è atteso alla
difficile scelta delle alleanze: con i partiti di Centro o con la Sinistra
estrema?
Beppe Del Colle
Tre milioni di cittadini hanno votato domenica scorsa alle "primarie" per la nomina del segretario del Partito democratico. Le previsioni anche più ottimistiche non andavano molto lontane dai due milioni.
Ha vinto Bersani con una maggioranza superiore al 50 per cento. Il candidato sconfitto, Dario Franceschini, ha immediatamente telefonato al vincitore, per complimentarsi, e ha aggiunto: «Continuerò a lavorare per il partito, in Parlamento». Il terzo candidato, Ignazio Marino, si è detto felice del 14 per cento raggiunto e ha garantito che concorrerà al successo del Pd con una «battaglia culturale» senza dar vita a una corrente.

Pier Luigi Bersani (foto Ansa).
Basta questo per riaprire uno squarcio di speranza non solo, naturalmente, per il Pd, ma per l’intera vita politica nazionale, giunta a un livello così basso da potersi paragonare soltanto con quello in cui si autodistrusse per effetto di Tangentopoli? Difficile rispondere, per motivi anche molto diversi. In primo luogo, per restare al Pd, è stato osservato da molti che Bersani rappresenta l’ultima eredità del vecchio Pci, e deve saper dimostrare che quella tradizione politica è definitivamente tramontata.
In secondo luogo, il problema concreto più immediato è su quale linea si manifesterà il rinnovamento: se attraverso una strategia di alleanze "centriste" per trovare in Parlamento, e poi in occasione delle elezioni regionali, una maggioranza alternativa a quella berlusconiana; o mediante la ricomposizione di una sinistra che comprenda anche l’estremismo – già responsabile della caduta del Governo Prodi – con annesso rafforzamento di un laicismo che renderebbe il Pd del tutto inospitale per la sua attuale componente cattolica sui temi della vita e della famiglia.
Dalle scelte di Bersani dipenderà, dunque, un rimescolamento di carte, anticipato dalla possibile uscita di Rutelli dal Pd di cui si parla in questi giorni.
Ma non mancheranno i riflessi dell’altra sconvolgente novità della scorsa settimana, lo scandalo da cui è stato travolto il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, che si è "autosospeso" da quella carica (una decisione che prelude quasi certamente alle sue dimissioni).
Alcune osservazioni si impongono. L’utilizzo di prestazioni sessuali professionali di prostitute ("normali" o "trans" sono la stessa cosa dal punto di vista etico) a caro prezzo, da parte di persone che rappresentano le istituzioni ai livelli più alti, incontrano nei cittadini un netto e giusto rifiuto. Nessuno ha diritto, a quei livelli, a nascondersi dietro la tutela della privacy (nel caso Marrazzo nemmeno lui ha fatto ricorso a questa argomentazione).
In quest’ultimo episodio sono coinvolti, con il reato di estorsione, quattro carabinieri, venuti in possesso di un filmato che accusa Marrazzo: un’autentica vergogna. Essi hanno offerto quel filmato a giornali di proprietà berlusconiana, che non l’hanno accettato, ma i cui direttori hanno informato il premier. Questi ha telefonato al presidente del Lazio per avvertirlo e promettergli il disinteresse di quelle testate per il suo caso, perché «quelle violazioni della privacy mi fanno orrore».
Berlusconi si sente davvero al di sopra di tutte le altre istituzioni: dalla politica all’informazione tutto è nelle sue mani.