CONCERTAZIONE ANCHE PER
IMMIGRAZIONE, CONTRATTI E GIUSTIZIA
MA ORA ANDIAMO AVANTI
CON IL "METODO
ALITALIA"
Perché non augurarsi che i
politici facciano come per l'accordo raggiunto sulla compagnia di
bandiera, e collaborino perché anche gli altri problemi si risolvano
positivamente per tutti?
di Beppe
Del Colle
La scorsa settimana commentavamo negativamente la tendenza dei politici a scambiarsi le colpe del fino a quel punto mancato accordo sull’Alitalia; e invitavamo tutti al buon senso. Questo, infine, ha prevalso (anche se la questione è tuttora aperta, almeno nel punto essenziale del concorso di una forte compagnia aerea straniera).
Questa settimana il discorso va rovesciato. Assistiamo a una campagna generale di autoassegnazione dei meriti per la buona riuscita della vertenza fra la Cai e il personale dell’Alitalia, e naturalmente anche in questo caso le voci delle parti opposte vanno prese con le opportune cautele: siccome tutti dicono di aver contribuito in modo decisivo al bene comune, vuol dire che da tutte le parti si esagera nell’autoelogio.
Ma per una volta tutti meritano di essere presi sul serio, riconoscendo a tutti la buona fede. E allora, perché non domandarsi se quello che è avvenuto per l’Alitalia non possa ripetersi anche per il resto che ci attende? Facciamo tre soli esempi: l’immigrazione, il rinnovo del sistema contrattuale del lavoro, la riforma della Giustizia.
Sul primo argomento non abbiamo bisogno di esprimerci troppo qui e ora, mentre da mesi Famiglia Cristiana occupa sui media nazionali e internazionali un posto di primo piano nel dibattito sulle possibilità e le necessità di integrazione della massa crescente di immigrati, quando affiorano qua e là tendenze a "nuovi razzismi".
Ma soprattutto, dopo che la Chiesa ha assunto posizioni di assoluto rilievo e decisiva chiarezza, dal Papa agli esponenti della gerarchia vaticana in materia, fino all’ultimo intervento dell’Osservatore Romano, nel quale si legge non solo una critica alle decisioni del Governo su questioni particolari come il diritto degli immigrati al ricongiungimento familiare, ma una frase come questa, che sintetizza il pensiero della Santa Sede sulla politica in generale: essa è «creazione di opinioni non tenute al guinzaglio dell’opinione corrente; è capacità e coraggio di influire sul giudizio politico dei cittadini; è azione capace di operare affinché si determinino cambiamenti nell’opinione pubblica imperante».
Un’opinione pubblica in cui la paura derivata dall’insicurezza è pericolosamente dominante.
Sulla riforma necessaria al mondo del lavoro nel tempo della globalizzazione e della precarizzazione, che sta facendo sparire la classe operaia come soggetto socio-politico numericamente rilevante, la discussione è aperta anche a sinistra, dove il problema chiave è che cosa resterà del Welfare e delle garanzie del diritto al lavoro in una società del tutto nuova, "liquida" e divisa come non mai fra interessi particolari di minoranze (i piloti, le hostess, gli insegnanti, gli operai dell’industria, i dipendenti pubblici...) e ciò che è sentito come interesse generale, mentre anche i cittadini fino a ieri in apparenza più garantiti (gli azionisti grandi o piccoli delle imprese private) gemono sotto l’urto delle "bolle" finanziarie.
Infine, tutti sappiamo che la riforma della Giustizia è insieme urgenza personale della classe dirigente al potere e bisogno dei cittadini comuni davanti alle sue inadeguatezze. Perché non augurarsi che i politici facciano come per l’Alitalia, e collaborino perché anche questi problemi si risolvano insieme, e positivamente per tutti? Come suggerisce san Paolo ai Filippesi: «Non fate nulla per spirito di rivalità o per vanagloria, ma ciascuno di voi consideri gli altri superiori a sé stesso, senza cercare il proprio interesse, ma anche quello degli altri».