OBAMA HA GIURATO. E' IL 44° PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI. IL DISCORSO
Washington,
20 gen. - (Adnkronos) - In
un "inverno
di difficoltà e pericoli", "di case espropriate, di posti di lavoro
tagliati, fabbriche chiuse, di una guerra contro la violenza e l'odio", e'
arrivato il momento di
"rialzarsi,
scrollarsi la polvere di dosso e ricominciare a lavorare per ricostruire
l'America". E' questa la promessa, e la sfida, lanciata da Barack Obama
agli americani in un discorso in cui il primo presidente afroamericano ha ancora
una volta ribadito come il suo arrivo alla Casa Bianca - l'arrivo "del figlio di
un uomo che 60 anni fa non sarebbe stato neanche servito in un ristorante" -
segni la "scelta della speranza sulla paura, dell'unita' sulla discordia"
"Rialzarsi per ritornare - ha detto ancora Obama rivolgendosi non solo agli
americani ma "ai popoli ed ai governi che ci stanno guardando, dalle grandi
capitali fino al piccolo villaggio dove mio padre è nato" - ad un'America "amica
di ogni nazione, uomo, donna e bambino che vuole un futuro di pace e dignita',
che noi siamo pronti di nuovo a guidare".
Un'America che e' pronta a tendere la mano al "mondo islamico, nella ricerca di
un nuovo approccio basato sul rispetto ed interesse reciproco". Ed assicurare ai
"popoli dei paesi poveri che ci impegnamo a lavorare con voi per nutrire gli
affamati" ed "a quelli ricchi come noi che non sopporteremo piu' l'indifferenza
verso la sofferenza ai nostri confini". Un'America che
"rifiuta la
falsa scelta tra sicurezza ed ideali", ha continuato Obama in una diretta
critica ai metodi di George Bush - da Guantanamo alla tortura del waterboarding
- nella lotta al terrorismo.
Bisogna ritornare
al rispetto
"dello stato di diritto e dei diritti dell'uomo" inciso nella
costituzione dai padri della patria "in un capitolo che è stato allargato dal
sangue di generazioni" di americani, che pero' non significa arretrare di fronte
alla minaccia del terrorismo. "A quelli che cercano di portare i loro obiettivi
con il terrore ed uccidendo innocenti, dico che il nostro spirito e' forte e non
può essere piegato: non ci potete essere più resistenti di noi, e noi vi
sconfiggeremo", assicura Obama nel suo discorso davanti a due milioni di
persone, durato 18 minuti.
Ma la guerra ai terroristi non si vince solo con la forza delle armi, ribadisce
ancora il presidente. "Le generazioni prima di noi hanno combattuto il fascismo
ed il comunismo non solo con missili e tank, ma con le alleanze e con principi
forti, hanno capito che la forza da sola non puo' proteggerci e - ha aggiunto,
con una nuova nota polemica verso le scelte unilaterali della trascorsa
amministrazione - darci il diritto di fare quello che vogliamo".
Insomma, un'America che recupera il suo soft power e che non ha paura di
lavorare con vecchi amici ma anche "ex nemici": "Noi cominceremo a lasciare
l'Iraq in modo responsabile e forgeremo una pace da tempo meritata in
Afghanistan:
con i vecchi amici ed ex nemici lavoreremo senza tregua per
diminuire la
minaccia nucleare e far arretrare lo spettro del riscaldamento globale".
Come ha fatto più volte in queste settimane, Obama ha descritto un quadro quando
mai sconfortante della situazione economica americana, senza fare sconti a
nessuno: la crisi e' la "conseguenza di avidita' e irresponsabilita' di alcuni,
ma anche di un fallimento collettivo, di non essere riusciti a fare le scelte
difficili, preparare la nazione ad una nuova era". Una crisi che ha provocato
una "profonda perdita di fiducia nel paese, la paura strisciante che il declino
dell'America sia inevitabile".
Ma il presidente non esita a strigliare il paese - è arrivato il momento di
"mettere fine alle recriminazioni" e agli "infantilismi"- evocando l'inizio di
una nuova "era della responsabilita'", in cui non solo il governo fa la sua
parte - "un'azione coraggiosa e rapida, per creare non solo nuovi posti di
lavoro ma le nuove fondamente per la crescita" - ma anche ogni singolo
americano, "con la fede e determinazione su cu si fonda il nostro paese". Per
affrontare "le sfide che ci troviamo di fronte, che sono vere, e gravi e molte,
e non saranno superate facilmente o in breve tempo: ma, lo so, l'America ce la
fara'".
Nel discorso, "il primo di un presidente afroamericano", come gli ha ricordato
nei giorni scorsi anche la figlia Malia, Obama ha fatto due volte riferimento
alle origini del padre, ma - come era stato anticipato - ha voluto dare un forte
messaggio di unità, di un popolo solo, in nome dei principi fondanti
dell'Unione. "Questo è il significato della nostra libertà e del nostro credo,
perché uomini e donne e bambini di ogni razza e fede possono unirsi nella
celebrazione in questo magnifico Mall - ha concluso il 44mo presidente degli
Stati Uniti- e perché un uomo il cui padre meno di 60 anni fa non sarebbe stato
servito in un ristorante locale ora sta di fronte a voi a fare il più sacro dei
giuramenti".