DOPO L'ULTIMA
PROPOSTA DELLA LEGA RESPINTA DA FINI E BERLUSCONI
IL VERO SCONTRO
DI CIVILTÀ
È IN PARLAMENTO E NELLE PIAZZE
Il 18 gennaio si celebra la Giornata del migrante
e del rifugiato.
Ha scritto papa
Ratzinger: «Sia per noi di
stimolo a farci solidali con questi nostri fratelli e sorelle».
È vero, oggi è in atto uno "scontro di civiltà". Ma non tra Occidente e Oriente, tra cristianesimo e islam. No, oggi il vero scontro di civiltà si gioca in Parlamento e nelle piazze sull’accoglienza nei confronti di chi è nel bisogno, sul rispetto della dignità di ogni persona, straniera, malata, non ancora nata.
La Lega ha tentato l’ultimo colpo di mano con il permesso di soggiorno a pagamento e con la garanzia di 10 mila euro per gli stranieri che vogliono aprire una partita Iva. Fini si è opposto e Berlusconi ha fatto sparire l’emendamento. Il Governo, però, aveva sostenuto il provvedimento al Senato. Ora sconfessa sé stesso. Su tutto il resto, prevale il principio dell’indesiderabilità.

Extracomunitari nei fatiscenti capannoni di Rosarno, Reggio Calabria
(foto Ansa).
È degno di persone "civili" negare le cure mediche agli immigrati clandestini, come è avvenuto in Friuli? «Grazie alla precedente amministrazione di Centrosinistra», ha detto il capogruppo leghista in Consiglio regionale, «i clandestini in Friuli godono di assistenza gratuita per prestazioni di ogni tipo, persino la pulizia dei denti... Certo, la Bossi-Fini prevede che chiunque abbia bisogno di cure urgenti debba essere assistito, anche se è irregolare. Noi, però, crediamo che le terapie non urgenti vadano sospese, perché i clandestini sono da espellere». Sì, da espellere. Cioè, ci sono ma non ci dovrebbero essere, non li vogliamo. Che fuggano dalla guerra o dalla miseria, non importa. Se vogliono un’altra possibilità, la cerchino altrove. Chissà cosa ci riserverà in futuro la fantasia padana?
Ma la vicenda friulana è solo l’ultimo esempio di negazione dei diritti agli immigrati. A Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, centinaia di clandestini vivono dentro capannoni sfasciati, anche senza tetto. Sono lì per raccogliere gli agrumi per le nostre tavole, forse sono gli stessi che hanno raccolto pomodori in Campania l’estate scorsa, o lo faranno la prossima. Sono qui, lavorano per noi. È "civile" lasciarli vivere come bestie? Il Governo non ha mosso un dito né ha inviato Bertolaso a vedere. La Protezione civile funziona solo per gli italiani?
Il 18 gennaio la Chiesa celebra la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che quest’anno il Papa ha dedicato a "san Paolo migrante, Apostolo delle genti". Il suo esempio, scrive Benedetto XVI nel Messaggio, «sia anche per noi di stimolo a farci solidali con questi nostri fratelli e sorelle e a promuovere, in ogni parte del mondo e con ogni mezzo, la pacifica convivenza fra etnie, culture e religioni diverse... Come non andare incontro alle necessità di chi è più debole e indifeso, segnato da precarietà e insicurezza, emarginato, spesso escluso dalla società?».
Al Papa fa eco l’arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, che nell’omelia per la Festa dei popoli dell’Epifania ha detto: «Pensando a voi, ai migranti, la maggioranza di chi è milanese da più generazioni pensa alle differenze, le giudica forse insormontabili, spesso vi guarda con qualche pregiudizio... Sento spesso parlare di "seconda generazione" di immigrati. Non vorrei più chiamarli così. Per me sono tutti figli: forse diversi, come sono i fratelli e le sorelle in una famiglia, ma pari in diritti e doveri».
Pari in doveri, certo. E in diritti. Compreso «il diritto e bisogno fondamentale della preghiera, inalienabile per ogni uomo, appartenente a qualsiasi religione, dovunque, anche a Milano».
Gli islamici hanno chiesto scusa al cardinale di Milano per aver fatto diventare moschea piazza Duomo, dopo una manifestazione di protesta contro Israele dove l’odio era stato sparso a piene mani. Eccolo, il vero "scontro di civiltà": tra accoglienza e rifiuto, tra dialogo e negazione dei diritti. Civili, umani e religiosi dei popoli e delle nazioni.