Da: Famiglia Cristiana n° 51 del 20 dicembre 2009
DOPO I CROCIFISSI, SALVIAMO Il PRESEPE DALLE STRUMENTALIZZAZIONI
 

GLI ULTIMI DELLA TERRA
I PIÙ VICINI A GESÙ BAMBINO
 

Il presepe è l’icona di Dio che mette la tenda tra gli uomini. Gesù è nato per spiegare cos’è l’amore, senza discriminare nessuno, come sottolinea il cardinale Dionigi Tettamanzi. Farebbe bene a ricordarlo chi inaugura i presepi, ma dimentica che gli ultimi della terra sono i più vicini alla grotta di Betlemme.

 

Dopo i crocifissi e i minareti, speriamo non si apra il fronte del presepe. Non vorremmo che la battaglia dell’identità cristiana, in salsa leghista ed etnica, trasformasse la capanna di Betlemme in "carroccio" e i Re Magi (di cui uno nero) in vassalli celti che portano in dono l’acqua del Po.

Innalzare i simboli religiosi al ruolo di bandiere ideologiche è pericoloso. E c’è chi ancora insiste, proponendo in Parlamento una legge sul crocifisso, con tanto di sanzioni per chi lo staccherà dalle pareti. O imponendo allo Stato l’acquisto di crocifissi per migliaia di euro.


Foto Ansa.

È questo il modo di difendere il cristianesimo? Non si possono avere dubbi tra chi brandisce il crocifisso come una clava e chi, invece, ne segue l’esempio di amore verso ogni essere umano. Senza discriminare nessuno.

Come ha invitato a fare l’arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi. O come fanno, ogni giorno, migliaia di volontari della Caritas o delle parrocchie italiane, accogliendo lo "straniero" che è tra noi. Come, anche, «il presepe è pieno di extracomunitari, a cominciare dai Re Magi», ce l’ha ricordato il presidente della Camera. Aggiungendo che «Gesù era forestiero», costretto a chiedere asilo politico in Egitto.

La Lega è, forse, il partito più popolare d’Italia. Nel senso che ha il rapporto più stretto con il territorio e il "suo" popolo.

Ma davvero la nostra gente cristiana, i tanti fedeli delle parrocchie del Nord, possono condividere gli attacchi di due ministri al mite cardinale di Milano, che ha a cuore il bene di tutti? E che ha detto parole di verità e carità, ispirate soltanto al Vangelo?

Come può chi invoca il dio Po e si sposa con rito celtico (questa è la formula: «...sarai la mia sposa. Giuro davanti al fuoco che mi purifica. Esso fonderà questo metallo come le nostre vite nuovamente generate») impartire lezioni di teologia e dottrina cristiana a uno dei più apprezzati e stimati cardinali della Chiesa italiana? Non c’è più rispetto. Quanto al pudore s’è perso già da tempo. Per non parlare della coerenza.

Chi un tempo accusava il Vaticano d’essere «il vero nemico da affogare nel water della storia», ora e lì a inaugurare presepi! Questi, i nuovi difensori della fede cristiana! E c’è anche chi li accredita.

Oggi, la fede è usata come arma da scagliare contro altri. Riguarda ogni credo. I fondamentalismi sono in agguato in tutte le religioni. Quando le ragioni del credere smarriscono verità e giustizia, si rischia di finire sull’orlo del baratro. E si giustifica la lotta contro il diverso per pelle, lingua, cultura. E, appunto, religione. Ha detto monsignor Luigi Stucchi, vicario episcopale di Varese: «La comunità cristiana aiuta chi ha più bisogno e non guarda al passaporto». Il tempo di Dio è la storia intera. Il luogo di Dio è il mondo intero.

Le offese al cardinale di Milano devono inquietare tutti coloro che provano orrore davanti a ogni "strage di innocenti" che, oggi, si consuma nel mondo. E sulle cui ferite si chinano solo i cristiani. A ogni latitudine della terra, immolando anche la vita.

Il presepe è l’icona di Dio che mette la tenda tra gli uomini. Tutti gli uomini. Gesù è nato per spiegare cos’è l’amore. Farebbe bene a ricordarlo chi inaugura i presepi, ma dimentica che gli ultimi della terra sono i più vicini alla grotta e al Bambino.