Udc. Vietti: cambiamento necessario, se serve via scudo crociato
"Parola d'ordine sarà riforme, le facciamo con chi ci sta"
(DIRE) Todi, 22 mag. - "Siamo a una svolta in cui o si cambia o si muore. E' anche cambiare simbolo può aiutare in questo trauma". Lo dice Michele Vietti intervenendo alla terza e ultima giornata del seminario dell'Udc a Todi, che sancisce l'avvio del percorso per arrivare a un nuovo soggetto politico.
Il vicepresidente dei deputati centristi, sottolinea che all'Udc "manca una metafora forte: la Lega ha la Padania, l'Idv ha le manette. Noi siamo alla ricerca della nostra metafora".
Vietti quindi si chiede: "Può essere la nazione? Penso e spero di si, la formula della nazione è per sua natura inclusiva e attraverso questa metafora possiamo ricostruire l'unità del Paese".
Vietti aggiunge che la natura del nuovo soggetto dovrà essere quella di un "partito delle riforme. Noi dobbiamo produrre i frutti e frutti sono le riforme da fare anche a costo di rischiare perché il paese ha bisogno di riforme su pensioni, fisco, forma stato, giustizia, università, lavoro. Dobbiamo avere una sola parola d'ordine, che riforme, anche a costo di perdere qualche consenso, anche andando contro i sondaggi, per evitare che la nostra sia solo un operazione di maquillage".
Ma cambiare, continua l'esponente Udc, costa sacrifici, comporta uno strappo, mettiamo in conto di farlo anche cambiando il simbolo, cosa che può aiutarci a superare questo piccolo trauma". Vietti dice anche "basta con la nauseante storia della alleanze. Il nuovo partito lo facciamo con chi ci sta con uomini nuovi, capaci e preparati".