Da Famiglia Cristiana n. 14 del 4 aprile 2009

IL VANGELO DELLA COMUNITÀ
Pasqua di risurrezione - 12 aprile 2009

RISUSCITATI CON CRISTO

Giovanni (20,1-9)

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. [...] Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
   

«Vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro» (Gv 20,1). Tutto di corsa. La tomba vuota. Una notizia tremenda e affascinante corre senza posa dal giorno in cui il sepolcro vuoto ha sorpreso il mondo. Una grossa pietra era stata posta sulla tomba per chiudere per sempre la bocca a colui che aveva gridato alla storia: Coraggio!

Maria, sorpresa di fronte all’assurdo, porta la sua inaudita testimonianza, voce da passare ai viandanti del tempo: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro» (Gv 20,2). Aveva trovato il sepolcro, che credeva carico di morte, svuotato. Non riusciva a convincere sé stessa, né i discepoli riuscivano a capire cosa significasse risuscitare dai morti.

La corsa degli apostoli è desiderio di trovare una via d’uscita alla morte subita. Duemila anni di cristianesimo e la corsa continua. Il mistero centrale della nostra fede, l’assurdo d’una morte sconfitta dall’amore di Dio, è difficile da annunciare, perfino quanti si professano credenti spesso alzano una diga alla provocazione d’una vita oltre, in cui l’uomo supera la corruzione della carne.

La Chiesa della Pasqua porta i segni della risurrezione e sceglie come vocabolario la corsa del Vangelo. Cristo è veramente risorto, alleluia! Questo è il passaggio: la croce è vinta, il sepolcro è vuoto e finalmente trionfa il mondo dell’attesa possibile. Una speranza che riempie l’oggi di positività, di ottimismo basato sulla consapevolezza di poter contare su un Dio che libera e non opprime. La risurrezione apre a una visione del mondo riconciliato grazie all’amore del Padre che in Gesù ha risposto alle sofferenze dell’uomo.

Il Vocabolario della Pasqua è una miniera di speranza, guai alla Chiesa se non fosse capace di aprirlo agli uomini. Il Figlio di Dio ha preso la carne dell’uomo, l’ha abitata, sofferta, redenta. Ora la nostra carne è abitata da Cristo risorto primizia del futuro, ora la storia è casa di Dio. Se Cristo è veramente risorto, il lutto è alle spalle, è tempo di allegria del cuore, di fiducia: ce la possiamo fare. Più luce per vincere le tenebre, più forza del domani, nessun rimpianto per un tempo passato e perso.

La Pasqua scioglie voti augurali e vince la tristezza delle parole, degli sguardi, delle azioni, dei pensieri. Se viene meno la fede nella luce del Risorto si affievolisce anche la speranza e gli uomini, pur credendo di credere, vivono una fede disperata.

La fede nel Risorto è calore di speranza, è lotta per la speranza, è lasciarsi alle spalle la tomba vuota, è correre la gioia. Tutto l’annuncio credente è una briosa corsa. Far parte della gara è diventare santi e ridere all’esistenza nonostante le difficoltà. Il mondo ha bisogno di risurrezione per superare le sue croci. Ha bisogno di riscatto, ha bisogno di luce per squarciare le tenebre.

Augurare buona Pasqua è prospettare giorni nuovi di festa, è incoraggiare chi si è perso a ritrovare la via, è accarezzare i sofferenti con la promessa che presto saranno guariti, è lasciare liberi i prigionieri e permettere agli esuli di ritornare a casa. Pasqua è recuperare il bagliore e la luce della speranza per dare senso e orientamento ai giorni. La risurrezione del Maestro di Galilea ha sfondato il tempo e lo ha sottomesso all’eterno. La Pasqua è sentirsi risuscitati con Cristo, figli dell’Alto. Pasqua di gioia che non cancella la difficoltà del tempo presente, ma lo apre al definitivo superamento.

Cristo è veramente risorto: ce la possiamo fare. Cristo è dalla nostra parte e grazie a lui, vinta la morte finale, vinceremo anche le morti di ogni giorno.