Un giorno di ordinario eroismo
Reggio Calabria, 21 novembre 2009 (nota stampa)
Un ennesimo gesto di “ordinario” eroismo di un poliziotto che, questo
pomeriggio, dopo aver strappato alle fiamme una neonata e la propria mamma, è
stato urgentemente ricoverato per seri problemi respiratori a causa
dell’inalazione di una grande quantità di fumo e, sottoposto ad intensa
ossigenoterapia ed ulteriori cure ed accertamenti strumentali che fortunatamente
ne hanno scongiurato il pericolo di vita. Il suo gesto rende onore a tutti i
poliziotti coraggiosi ed onesti. A Lui ed a tutti i colleghi che, ogni giorno,
ad ogni ora, non esitano a sacrificare la propria vita e, conseguentemente,
quella dei propri cari, per aiutare chi ha bisogno e per tenere fede al
giuramento fatto alla Repubblica, alle sue Istituzioni ed alle sue genti,
sentiamo di dover rivolgere i nostro grazie. Sono loro, con i loro quotidiano
operato che danno lustro e fama a Procuratori, Questori, Prefetti e Ministri. Se
ad aiutare la vecchietta ad attraversare la strada è un cantante, un calciatore
o un Sindaco, la notizia fa scalpore, suscitando l’ammirazione e la lode
dell’intero mondo politico-mediatico. Un poliziotto, invece, fa “solo” il suo
dovere. Non sono frasi retoriche, né servono ad avere la compassione di alcuno.
Ma, forse, sarebbe il caso che chi di dovere iniziasse a pensare che questi
uomini e queste donne, mortificati economicamente, imbavagliati normativamente
e, spesso, derisi dalla stampa e dall’opinione pubblica, sono coloro che sono
chiamati nel momento del bisogno, quelli che corrono per aiutare, anche liberi
dal servizio, chi si trova in difficoltà, qualunque essa sia.
Al collega urliamo il nostro grazie. Sono quelli come te che ci fanno sentire
fieri di indossare questa uniforme.