Bovalino 25 marzo

Controreplica di Ruggero Brizzi

Nessuno dice che di riflesso dobbiamo subire le angherie di teppisti e incivili, immigrati e non, solo perché qualche nostro conterraneo fece lo stesso anni fa. Io sostengo la mia opinione controbattendo precisamente a due sue considerazioni e evidenziando abbastanza esplicitamente il mio pensiero. La sua replica però verte su tutt'altro. È una serie di dati che avevamo già e nessuno ha le patate davanti agli occhi per non vedere e condannare. È chiaro che ci separano vedute lontane sulla concezione del problema dell'immigrazione ma io ho voluto con la mia replica evidenziare parole, per me gravi, che altro non fanno che aumentare ancora di più la denigrazione gratuita per un intera categoria di persone. Dire che "ci guardano con invidia e disprezzo per il nostro modo di essere liberi" o dire che "non accetto imposizioni da nessuno, in particolar modo da chi non ha nulla da offrirmi né materialmente né culturalmente" è un pregiudizio bello e buono, costruito gratuitamente, e per la quale, su questo, gradirei una risposta non con dei numeri e facendosi auto-portavoce di "milioni di italiani e di immigrati onesti  rispettosi delle Nostre leggi", ma con delle spiegazioni.
Io parlo per conto mio e al massimo invito chi mi circonda non a farsi guardare dagli immigrati ma a provare ad iniziare a osservarli meglio e più da vicino in prima persona. Provi lei, ad incrociare lo sguardo di un pakistano che va sotto la pioggia, in bicicletta, per andare dal caporale di turno a raccogliere arance alle sei di mattina, per mandare in patria dai suoi 5 figli la metà dei venti euro guadagnati in 12 ore di lavoro senza protezione. Alla fine forse è anche lecito che ci guardi con un minimo di disprezzo e invidia, ma non certo per le nostre libertà e il nostro modo di essere liberi. La libertà è un concetto che va di pari passo con l'uguaglianza, l' invidia di un immigrato sarà dettata dai diritti che loro non hanno e il suo disprezzo sarà per il nostro sfacciato consumismo a dispetto di chi non ha nulla. Solo solidarietà, tolleranza e fratellanza possono superare i pregiudizi degli uni e degli altri.
Questo è quello che penso.
Ringraziandola rispettosamente, distinti saluti.
Ruggero Brizzi

"Ci saranno giorni veri in un altro calendario,
tutti al centro dell'arena siamo noi,
c'è grande confusione al centro dell'arena,
sono baci o sono pugni sulla schiena,
lo giuro sul mio nome qui al centro dell'arena,
i miei sogni fanno a pezzi una catena,
anima mia che ci faccio qui?
Mille popoli che danzano sul cuore della terra,
tatoo per religione e cuore di cauciù"

Quartaumentata - Il traffico dei popoli

Clicca sul sommario "Argomenti"