IMMIGRAZIONE
Il parere di un “uomo della strada”
Risposta a Ruggero Brizzi con tre poesie
Antonio Caminiti
Milano 22 marzo 2007
Egregio Direttore,
nel rispetto dei ruoli e delle gerarchie professionali che, presumo esistano all’interno della redazione de “Il Paese”, mi rivolgo a Lei per alcune precisazioni che mi sembra giusto e doveroso fare in relazione alla risposta e quindi al dibattito aperto dal Signor Ruggero Brizzi, sul tema “Immigrazione”, apparsa oggi 21 marzo 2007 sulla home page del Nostro sito.
Con il mio parere di “uomo della strada” ho voluto evidenziare l’esistenza di un malessere sempre crescente , a livello nazionale, per quanto riguarda l’ordine e la sicurezza pubblica, condizione questa palpabile quotidianamente tra la gente.
Un malessere gridato dagli italiani e dagli immigrati onesti, ribadisco onesti come ho già precisato nel mio articolo, gli immigrati non sono tutti ladri, rapinatori, stupratori ecc. ecc., ma lo sono in tanti, troppi.
Al signor Brizzi desidererei dire che:
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….non riesco a dirLe addio. Uno sguardo fugace, un
cenno d’intesa,
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….al tempo, alla vita, a colui che non peccherà mai La giostra non si ferma.
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…alla passione. Schiavi del desiderio,
crocefissi al letto della passione,
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