"Imparare per volare alto" questo il titolo della
campagna nazionale organizzata dalla societa' s.Vincenzo de Paoli che imntende
sensibilizzare governo e societa' civile.
L'Unla e L'Associazione Italiana Maestri
Cattolici partner dell'iniziativa.
Reggio Calabria, 29 agosto 2007
Ritorna ad appassionare il dibattito sollecitato dall’indagine OCSE in cui emerge con forza ed anche con grande preoccupazione che nel nostro Paese vi vivono venti milioni di persone che si possono definire analfabeti e semianalfabeti.
Nella classifica elaborata dall’OCSE, l’Italia è al venticinquesimo posto. L’elaborazione dei dati di questo rapporto è stata pubblicata dall’UNLA nello studio “La croce del Sud”, reso noto nell’ultimo incontro organizzato a Roma in occasione del sessantennale della fondazione dell’Ente ed al quale hanno preso parte la Vice Ministro Bastico, l’ex ministro all’Istruzione Luigi Berlinguer, il presidente della VII Commissione Istruzione Folena, l’ex Ministro all’Istruzione Tullio De Mauro, l’on.le Nino Gemelli oltre i quarantadue dirigenti dei Centri UNLA per l’Educazione Permanente, personalità del mondo della scuola, della società civile, studiosi, imprenditori, studenti. In quella circostanza, suggestiva fu l’immagine del presidente Saverio Avveduto che presentò così la situazione attuale: “All’inizio dell’Italia unita l’80 per cento della popolazione era analfabeta; alla fine della seconda guerra mondiale quando il fascismo consegnò all’Italia una situazione altamente deficitaria e in macerie, con una popolazione altamente analfabeta e con ferite pesanti morali e materiali, chi non sapeva leggere e scrivere superava ampiamente il 60%. Il dramma di oggi, è che nonostante anche l’Unla abbia partecipato alla diffusione della cosiddetta cultura media, dobbiamo registrare ben 20 milioni di persone che si trovano in gravi difficoltà a livello di alfabetizzazione”.
Combattere l’analfabetismo, quindi, è compito dello Stato il quale da solo non potrà mai riuscire a sanare la forbice che si è aperta tra nord, centro e sud. Più forze dovranno concorrere a migliorare la situazione ed a rendere l’Italia più “ricca” e quindi più capace di rispondere alle sfide del nuovo Millennio.
Di questo problema se n’è fatto carico anche il Consiglio Centrale della Società
S. Vincenzo de Paoli con sede in Reggio Calabria che affronta il tema con una
campagna nazionale dallo stimolante titolo: “Fatemi studiare, conviene a tutti”
ed un convegno che si terrà presso l’Auditorium San Paolo il prossimo 22
settembre dal titolo: “Imparare per volare alto”. Il convegno sarà presieduto
dall’Arcivescovo Mons. Vittorio Mondello. Tra i relatori: Pietro Fantozzi
(docente Università della Calabria di Cosenza), Augusto Sabatini (giudice del
Tribunale per i minori di Reggio Calabria e il prof. Don Valerio Chiovaro,
docente dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Testimonial dovrebbe
essere Giancluca Pessotto ex giocatore della Juventus ed oggi dirigente della
stessa squadra. La partnership è rappresentata dall’UNLA (Unione Nazionale per
la Lotta contro l’Analfabetismo) e dall’AIMC (Associazione Italiana Maestri
Cattolici).
Il problema che la Società S. Vincenzo de Paoli vuole portare all’attenzione
delle autorità, degli intellettuali e della gente comune è gravissimo e, come ha
detto la Presidente Antonietta Lazzaro, sottostimato e per molti aspetti
pericoloso in quanto si tratta di un abbandono scolastico vero e proprio. “La
campagna punta a far riflettere e a far prendere consapevolezza
dell’analfabetismo in Italia ed a far conoscere esperienze riuscite di aiuto
concreto a ragazzi e ragazze”.
“Una persona istruita in più, dice Antonietta Lazzaro comporterà una persona in più in grado di procurarsi un’occupazione, e quindi una vita normale. L’analfabeta sarà tendenzialmente più portato ad essere un emarginato, a non trovare lavoro e di conseguenza a diventare una piaga sociale.”