IN PERICOLO IL TURISMO PER IL MANCATO FUNZIONAMENTO DEL DEPURATORE CONSORTILE DI BIANCO
Bovalino 14 giugno 2010
La fuoruscita di liquami fognari che si riversano nell’alveo dei torrenti “Careri” e “Bonamico”, provenienti da Bovalino e Benestare continua senza sosta anche se la Ditta appaltatrice è in piena attività per cercare, almeno entro questo mese di giugno di superare attraverso una condotta nuova, gli alvei dei torrenti ma con tubazione di spessore adeguato e di maggiore garanzia di resistenza alla pressione ma quello che più conta è che la tubazione passerà sotto i ponti.
I lavori che sono in corso comportano la sostituzione della condotta in pressione, attraverso l’ancoraggio della stessa, realizzata in polietilene del diametro di 400 mm. del PN 16 ( ed incamiciata in parte in tubi di acciaio del diametro di 500 mm.) direttamente all’estradosso dei due ponti, con l’utilizzo di strutture di sostegno realizzate con travi in acciaio. Le lunghezze dei due tratti di condotta ancorata all’attraversamento stradale esistente sui torrenti Careri e Bonamico hanno una lunghezza ognuno di circa 200 ml .
Tale soluzione, dicono i progettisti, risolverà definitivamente i problemi che si sono verificati durante l’ultima stagione invernale, quando gli eventi meteorici di particolare virulenza hanno comportato seri danni alle tubazioni, completamente divelte in alveo al torrente Bonamico.
I due tratti di collettore fognario di nuova realizzazione, aventi rispettivamente uno sviluppo di ml 350 circa e di ml. 200 circa , verranno realizzati in località Palazzi del Comune di Casignana in polietilene del diametro di 400 mm. e del PN16, in sostituzione di alcuni tratti che non hanno garantito un funzionamento ottimale del sistema fognario per evidenti ragioni di carattere planimetrico ed altimetrico. Ma i lavori non si fermano qui in quanto a seguito di un attento sopralluogo negli impianti di sollevamento sono state evidenziate alcune anomalie di funzionamento e precisamente:
Per quanto attiene l’impianto S3 ( all’interno dell’ex impianto di depurazione di Bovalino) si è riscontrato un pessimo stato di conservazione di una elettropompa, mentre le altre tre andrebbero revisionate, il cattivo stato di conservazione delle valvole di ritegno, mentre il gruppo elettrogeno è stato divelto; nell’impianto S4 ( Bivio di San Luca ) occorre prevedere la revisione delle quattro elettropompe e delle valvole di ritegno, mentre il gruppo elettrogeno è stato divelto ed infine nell’impianto S5 (Villa Romana di Casignana) è necessaria la revisione del quadro elettrico con la sostituzione di alcuni componenti e dei quattro avviamenti a stella- triangolo, la revisione delle quattro elettropompe e la sostituzione delle valvole di ritegno; anche in questo impianto il gruppo elettrogeno non esiste.
LA STORIA
Lo schema fognario, fu realizzato nel 2003 all’interno della costruzione dell’impianto di depurazione in località “S. Antonio” nel Comune di Bianco a servizio dei Comuni di Bovalino, Bianco e Benestare. L’opera finanziata dalla Regione Calabria copriva un costo di 9 milioni di euro. Una spesa esorbitante che avrebbe dovuto raccogliere i liquami fognari di Bovalino e Benestare e trasferirli per un tratto di circa cinque chilometri, con tubazioni adeguate nonché pompe di sollevamento, gruppo elettrogeno e impianti elettrici, al depuratore di Bianco. Una scelta a dir poco dissennata se si considera che il comune di Bianco ha una popolazione di 4.500 abitanti e quelli di Bovalino e Benestare una popolazione complessiva di circa 13.000 abitanti. Si preferì, non si conosce il motivo, costruire un depuratore in territorio di Bianco, con dislivelli spesso impossibili e non, per esempio, sistemarlo in territorio di Bovalino, in zona pianeggiante che avrebbe nell’immediato funzionato a pieno regime per le due reti fognarie, per riceversi solo la parte che interessava Bianco. Ma la politica non ha fondo e spesso non ha cuore. Sta di fatto che il depuratore di Bianco non è mai entrato adeguatamente in funzione ed il mare glauco di Bovalino è sempre più inquinato per via di milioni di metri cubi di fognatura che giornalmente è costretta a ingoiare.
L’INTERVISTA A CRINO’
Al Presidente dei sindaci della Locride e sindaco di Casignana dott. Pietro Crinò, tre domande sullo stato dell’arte riguardo la discarica, il depuratore consortile e una riflessione sul turismo legato agli effetti sull’ambiente a causa dei liquami che vanno a mare. “Si possono avere ottime dimostrazioni di come garantire le politiche per l’ambiente: la discarica di Casignana continua ad essere un modello di buon funzionamento, la stagione balneare alle porte ci sollecita la problematica del depuratore consortile di Bianco sapendo appunto che facendo gli interventi dovuti saremo in grado di garantire la salute dei cittadini e di salvare la stagione.
Nelle politiche per l’ambiente ognuno deve assumersi responsabilità nel fare e non sperare o spostare sulle spalle degli altri le incombenze. Ma sappiamo che le politiche dell’ambiente non debbono essere politiche “difensive” bensì essere occasioni di sviluppo perché la pulizia dell’ambiente è la base per avere un turismo importante che tutto il territorio ambisce”.
Parliamo di mare ma anche di siti archeologici. Bovalino deve fronteggiare le problematiche del suo mare ed i interrogarsi sulla ristrutturazione del suo castello medioevale e della Chiesa di Zopardo, monumento nazionale, Casignana ha già fatto il salto. Infatti dopo il meeting nazionale del FAI che ha registrato 7000 presenze in due giorni non vuole più rischiare passi falsi che comprometterebbero le visite e l’immagine della nostra terra e del prestigioso sito archeologico”.
Sul depuratore, Pietro Crinò è stato chiarissimo: “Io sono intervenuto più volte con fondi comunali per riparare le tubazioni nel tratto del parcheggio prospiciente la zona archeologica e questo evidentemente per i guasti determinati dal cattivo funzionamento dell’impianto specialmente per i collettori presenti sui due torrenti.
E’ essenziale una continua manutenzione ed il controllo delle apparecchiature elettromeccaniche da parte dei soggetti incaricati posto che ci sono ben sei impianti di sollevamento che nel recente passato hanno dato problemi e sono stati un problema per tutto il consorzio.