DUE DISGRAZIE A BOVALINO

Bovalino 7 marzo 2006

Si sono svolti nella Chiesa di San Martino della frazione Bosco Sant’Ippolito e della Chiesa Matrice "S. Nicola di Bari" i funerali dei due bovalinese:  Francesco Marzano, operaio di 46 finito sotto il proprio trattore mentre stava dissodando un terreno nel territorio di Casignana e Piergiorgio Gallo, giovane di 36 anni, trovato morto accanto ad un piccolissimo manufatto di cemento, di fronte alla stazione ferroviaria di Africo Nuovo. Francesco, trattorista,  figlio, marito e padre esemplari,  stimato da tutti per l’attaccamento al lavoro e per i rapporti che intratteneva con i paesani e Piergiorgio, operaio, buono, rispettoso verso tutti, quasi timoroso e servile, con dentro gli occhi una malinconia desolante nonostante sprazzi di grande comunicativa ed una croce addosso: l’essere dipendente della droga.

Un crudele destino li ha accomunati entrambi perché hanno perso la vita lo stesso giorno in due posti così simbolicamente diversi. Francesco mentre era intento a terminare un lavoro importante quale appunto l’aratura del terreno, prima di far ritorno a casa dove lo attendevano la moglie, i figli Nicola ed Antonio e gli anziani genitori; Piergiorgio mentre, disperato per l’assoluto bisogno di una sostanza qualunque che gli bloccasse il dolore fisico ed emozionale, vagava da un paese all’altro dello jonio, fermandosi infine alla stazione di Africo, ultima tappa di un calvario che probabilmente durava da un giorno o due. Perché si trovava nei pressi di quella specie di sgabuzzino, lontano da occhi indiscreti?  Probabilmente ha cercato un posto riservato, in attesa che l’effetto di calma arrivasse. Si è messo seduto a terra appoggiando la schiena al muro, ha socchiuso gli occhi ed ha atteso... Poi, all’improvviso,  saranno giunti i forti spasmi con  l’impossibilità fisica di chiedere aiuto ed infine avrà fatto  il tentativo estremo, quando ha capito che la dose iniettata stava per essergli fatale: oltrepassare i binari sperando che nella stazione ci fosse o arrivasse qualcuno per poter avvisare l’anziana madre, col nero perenne addosso per aver perso un altro figlio tredici anni fa, Francesco, di 32 anni,  ed il marito Francesco, noto professionista del luogo.

Due disgrazie, due morti assurde, tante lacrime dei familiari e degli amici;  inquietudine, sconcerto, dolore da parte della popolazione per la morte di Piergiorgio ma anche pietà pensando alla grande solitudine in cui una persona viene a trovarsi quando ha necessità del veleno che si inietta. A tutti i giovani alcuni versi di Leonardo Colombani: “ Credi nella vita/ Mimetizzati con essa/E seguila/Ovunque decida di portarti./Non ha senso distruggerla./Non ha senso torturarla./Quella/È la strada del Vuoto./La vita/È condivisione./Lo scopo è cercarla,/amarla./Ciò che possiedi nel tuo cuore/È un dono per il mondo./.”
Domenico Agostini